editoriale

LA LIBERTÀ DI COSCIENZA È SEMPRE PREZIOSA?

Di Attilio Tempestini | 30.10.2019


La sentenza, che qualche settimana fa la Corte Costituzionale ha emesso in materia di suicidio "assistito", l'ha commentata per il PD il suo vicesegretario: avvertendo il rischio di un "bipolarismo etico" -affermazione non proprio perspicua- e dubitando, che il partito avrebbe preso posizione su "un tema di coscienza".

Insomma vediamo mettersi in campo, la libertà di coscienza. Ma così si viene (in modo un po' tartufesco) a rispettare la libertà di coscienza, di coloro che potrebbero prendere posizione sul tema. A disinteressarsi invece della libertà di coscienza che persone, assai provate dalle loro malattie, potrebbero esercitare scegliendo appunto il suicidio -con modalità assistite-. Una scelta, ovviamente, che lascerebbe intatto per altre persone in condizioni del genere, il diritto all'opposta scelta di restare in vita.

Direi proprio, allora, che a fare rima non soltanto fonetica con laicità è la libertà (di coscienza), che ha come titolari non quanti possano pronunciarsi sui comportamenti delle altre persone. Bensì, queste ultime.

A prescindere dalla laicità, peraltro, non mi sembra che abbia sempre senso attribuire/rivendicare nell'ambito dei partiti, una libertà di coscienza. Ad esempio avrebbe forse senso che in Forza Italia di libertà di coscienza si parlasse, per chi in tale partito si opponesse alle televisioni private e, più in generale, ad un'economia privata? In casi del genere la libertà di coscienza appare tutelata, semplicemente dal diritto di aderire a, o dar vita a, un altro partito; il quale esprima una diversa coscienza politica.

Naturalmente, possono verificarsi situazioni più sfumate rispetto all'esempio che ho fatto: un partito può avere più di una caratteristica di fondo; o avere, accanto a questa, caratteristiche secondarie. Correlativamente diventerebbe più sfumato, il discorso sulla libertà di coscienza.

Ma il punto è che il suddetto commento del PD, alla sentenza della Corte, non appare quello di chi in materia ha una posizione nei cui confronti possa, più o meno fondatamente, parlarsi di libertà di coscienza. Ma è il commento di chi una posizione non l'ha proprio: non essendovi una caratteristica, del partito in discorso, alla quale agganciarla.

D'altronde nel PD è difficile trovare caratteristiche ulteriori, rispetto alla democraticità cui si riferisce il suo nome. Allorché il PDS ha concorso a fondare il PDS, è venuta meno la caratterizzazione che nel nome del PDS derivava dalla parola "sinistra"; parola, va da sé, caratterizzante anche nel senso di individuare un fronte avversario cioè la destra. Né un fronte avversario lo prospettava, in precedenza, l'etichetta "L'ulivo" coniata per quell'alleanza fra partiti, alla quale il PDS aveva aderito (e che aveva rappresentato, della nascita del PD, il prodromo).

Infine, non è stato forse l'ex-segretario del PD a fondare di recente una formazione dal nome "Italia viva"? Davvero improbabile, che tale formazione possa caratterizzarsi in contrapposizione ad un partito nel cui nome figuri, un aggettivo antitetico!

Un commento

Pino Nicotri:

ARTICOLI OTTIMI! Un saluto. pino nicotri P. S. Proposta: credo sia urgente creare un partito laico. Potrebbe chiamarsi Democrazia Laica, anche se mi pare che tale denominazione già esista. Ci penso da anni, avevo anche scritto il suo Manifesto, ma ora credo sia davvero urgente passare all’azione. Sono disponibile per fare la mia parte.