editoriale

CLERICO FASCISTI IN CAMPO

Di Marcello Vigli | 10.04.2019


Clerico fascisti di diverse nazioni si sono dati convegno a Verona alla fine di marzo sul tema della famiglia “naturale” in contrapposizione alle diverse forme di unione che recentemente ne hanno assunto il ruolo nelle società occidentali.

L’occasione è stata offerta dal “Congresso mondiale sulla Famiglia” riunito a Verona dal 29 al 31 marzo, il tredicesimo della serie avviata nel 1997 sulla base dell'articolo 16 comma 3 della Dichiarazione universale dei diritti umani che afferma: “La famiglia è l'unità di gruppo naturale e fondamentale della società e ha diritto alla protezione da parte della società e dello stato".

Il Congresso, nato in ambienti cristiani, nel tempo si è integrato con componenti ebraiche e musulmane proponendosi come alternativa al cattolicesimo “dialogante”, proiettando fuori degli Stati Uniti la tensione politico-culturale-religiosa sorta al loro interno e diventando motivo di divisione nei confronti del pontificato di papa Francesco.

L’assenza del segretario di Stato Pietro Parolin, che aveva declinato l’invito ad intervenire concordando con la sostanza del convegno ma non con il suo programma, è stata condivisa dal papa, che ha colto l’occasione per rilanciare il suo interesse per il dialogo tra cristiani e musulmani.

Significativa anche la prudente dissociazione del Presidente della CEI cardinale Gualtiero Bassetti.

Diversa la scelta di Matteo Salvini che è intervenuto al Congresso e, pur negando di riconoscersi nella linea antidivorzista e antiabortista dei cattolici reazionari promotori dell’iniziativa, si è fatto paladino della famiglia tradizionale; con lui erano i ministri Fontana e Bussetti e Giorgia Meloni. Di Maio, dichiarandosi di altro avviso, si è, invece, proposto come promotore della modernità contro il ritorno al Medioevo rappresentato, a suo avviso, dal Congresso, dopo avere imposto a Giuseppe Conte la revoca del patrocinio concesso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri al congresso stesso.

In opposizione a tale iniziativa c’è stata una forte e articolata contestazione delle femministe, che sono scese in piazza con un affollato e colorito corteo, partecipato anche dalla Cgil, pieno di rabbia e determinazione, che, lungo le vie di Verona ha gridato NO a coloro che vorrebbero negare il diritto di autodeterminazione e libera scelta in materia di sessualità, famiglia, maternità e sessualità.

“Assordante” è stato, invece, il silenzio sull’assenza del Forum nazionale delle associazioni familiari, formato da 582 enti cattolici, i cui responsabili hanno dichiarato a La Stampa: La nostra posizione ufficiale? Il Forum a Verona non c’è. Punto. Il resto è un silenzio eloquente.

Questa dissociazione nello schieramento ecclesiale su una questione così dirimente lascia prevedere che avrà conseguenze significative nel voto dei “cattolici” alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.

Non ci sarà un voto “cattolico”, anche se non mancherà l’impegno elettorale, pur se discreto, della “gerarchia”, che sarà, però, diversificato. Anche l’associazionismo seguirà strade diverse, prefigurando un disimpegno confessionale all’interno della dimensione europea della consultazione.

Diventa con ciò più difficile prevederne gli esiti che, pur se poco determinanti per gli equilibri interni, assumono un particolare significato per cogliere gli orientamenti di un elettorato per la prima volta caratterizzato da nuovi rapporti di forza.

Diverse sono le incognite che li caratterizzano.

Non è infatti possibile prevedere gli effetti dell’alleanza di governo con Salvini del Movimento Cinque Stelle sugli elettori che, alle ultime elezioni, l’avevano preferito agli “inaffidabili” candidati del Partito democratico, determinandone il clamoroso insuccesso.

Altrettanto difficile misurare gli esiti del patto stretto da Salvini con i nazisti di Alternative für Deutschland, nel nuovo gruppo sovranista "Alleanza europea delle Nazioni e delle Libertà”, che gli ha già procurato una fredda reazione dell'altra leader 'forte', Marine Le Pen, e la dissociazione dell’ungherese Viktor Orban. In verità in loro c'è l'intento di voler stare insieme, "per difendere la cultura europea", ma su come stare insieme è tutto da definire, c'è un manifesto politico ancora tutto da scrivere.

C’è, poi, da misurare la possibilità per il Partito democratico di cancellare la brutta pagina delle ultime politiche con l’avvento dell’era Zingaretti. La scelta significativa per le prossime europee di alcune candidature - Calenda, Pisapia, Roberti – e la ripresa del dialogo con esponenti del Pd, fuoriusciti dopo le scelte renziane, potrebbero lasciarla ipotizzare, senza, però, garantirne l’efficacia, per la pervicace moltiplicazione a sinistra delle liste concorrenti che potrebbe, paradossalmente, favorire l’astensionismo.

Ancora una volta, infatti, a sinistra non si sta imponendo la necessità di ostacolare l’avanzata dei gruppi sovranisti e fascisti concentrando i voti solo su una lista da contrapporre alla probabile unione clerico fascista, nella quale converranno, invece, i voti dei cattolici conservatori convogliati anche da un intento antibergogliano.

3 commenti

Severino:

E' da molto tempo che la sinistra non si era acorta (o fingeva di non accorgersi) che fra i più disagiati attecchiva la retorica e la baldanza di organizzazioni di estrema destra come Casa Pound. Che Pound non fosse un estremista fascista, omofobo e xenofobo non importa, quasi nessuno lo sa. Per quanto tempo ci siamo sentiti dire che essere antifascisti era un anacronismo, fuori dal tempo, non solo della cronaca; che il fascismo era finito. Quello storico, originale è certamente finito, ma non lo è la mentalità. Purtroppo non solo in Italia dove è nato, ma si è esteso e moltiplicato. In modo attuale, ovviamente, ma non meno deleterio. Ho sentito "intelletuali" di sinistra che giudicavano fuori dalla storia giudicare certi comportamenti come fascisti. Adesso, e non da adesso soltanto, che ci sono coloro che si dichiarano apertamente ed orgogliosamente fascisti che cosa dicono i suddetti intellettuali? Che essere antifascisti è addirittura ridicolo? Perdonate lo sfogo di un anziano che ancora ricorda come tanti fascisti hanno continuato ad avere luoghi di potere anche dopo la guerra e che hanno continuato il pernicioso lavorio che ha avuto successo non appena la sinistra liberale e non ha dimenticato che esistono persone disagiate e prive di cultura che non avrebbero dovuto essere dimenticate.

michele:

PURTROPPO AVVERTO CHE I CATTOLICI, DEMOCRATICI E PAPALINI, STIANO DIVENTANDO UNA MINORANZA. LA MAGGIOR PARTE DEI GIORNALI MI SEMBRANO SCHIERATI CON LA NUOVA LEGA DI SALVINI. I FASCISTI DELL'ULTIMA ORA MELONI E BONGIORNO SONO GIA LI. IO AGGIUNGEREI LA NDRANGHETA DOV'E' L'ELETTORATO DEL MINISTRO DELLIF9CG2E'NTERNO ALTRO CHE ABOLIRE I CONCORDATO.

FILIPPO AGOSTINI:

Quello che mi lascia perplesso, dopo la lettura dell'articolo di Marcello Vigli, è il gran numero di personaggi citati, da destra a sinistra, in Italia e in Europa, vecchi e nuovi. Un grande helzapoppin dove mi pare che nessuno abbia la statura intellettuale e il carisma dell'autorevolezza, nemmeno il papa, per dire qualcosa di naturalmente condivisibile fuori da logiche personalissime e mutevoli come il tempo di questi ultimi anni. Sarebbe invero interessante soffermarsi sull'autentico significato della parola famiglia, nudo e crudo e ripreso dalla costituzione, e non sulle sue innumerevoli e fantastiche interpretazioni di comodo. Io vivo solo e sono famiglia. Sono famiglia etero o omo? la risposta io non ce l'ho. Ma in tantissimi credono di averla.