editoriale

I PARTITI CRISTIANI, NELL’EUROPA DI IERI E DI OGGI

Di Attilio Tempestini | 27.03.2019


L’imminenza delle elezioni per il parlamento europeo può rendere interessante seguire il filo, di quei partiti cristiani che dopo la seconda guerra mondiale posero i mattoni iniziali delle istituzioni europee. Queste, infatti, presero piede -si dice abitualmente- soprattutto grazie ad uomini di governo come De Gasperi, Adenauer, Schuman. Dunque grazie a partiti, che al cristianesimo si richiamavano nel caso italiano e tedesco, già per la denominazione. Nel caso francese, in modo meno esplicito; ma evidente ad esempio per l’affiliazione, sul piano internazionale, all’Unione Democratica Cristiana Mondiale.

Va da sé che l’obiettivo di istituzioni le quali congiungessero i paesi del continente era fatto proprio, in quegli anni e prima, anche da personalità di profilo diverso: si pensi, per l’Italia, ad un Altiero Spinelli. Talvolta (è il caso di aggiungere giacché sto scrivendo su Italialaica) obiettivi del genere venivano perseguiti, anche in modo da entrare in contrasto con la laicità. Mi riferisco a Luigi Einaudi la cui avversione verso lo “Stato sovrano” lo porta, in Costituente, ad esprimersi in favore dell’art. 7: al quale attribuisce il merito di limitare la sovranità, dello Stato italiano!

Ma torniamo ai partiti cristiani. Dei tre, ai quali ho prima fatto riferimento, l’unico ancora in vita è la tedesca CDU (con la sua alleata CSU in Baviera). Mentre in Francia, il Mouvement Républican Populaire non è andato oltre gli anni ‘60; in Italia, la Democrazia Cristiana non è andata oltre gli anni ‘90. L’unico filo che resta da seguire è, dunque, la CDU-CSU: ed estenderemo l’attenzione a quel Partito Popolare Europeo, del quale essa fa parte. È evidente che a farne parte sono anche forze politiche, non proprio con credenziali di europeismo. Il partito presente per la Francia è, Les Républicains: attuale denominazione della forza politica, in cui si sono aggregati partiti tra i quali spiccava quello gaullista. Per il nostro paese, poi, troviamo più di un partito; ma basti dire che quello di rilievo, Forza Italia, nel nome stesso mostra una scarsa voglia di abolire –o quanto meno diluire- confini.

D’altro canto se il Partito Popolare Europeo lo si considera quanto alla religione, il rapporto col cristianesimo appare intermittente. Su Internet, nel sito del parlamento europeo troviamo alla pagina “tutti i gruppi politici”, la denominazione “Group of the European People’s Party (Christian Democrats)”. Ma se si passa al sito di questo gruppo, la denominazione compare senza il testo tra parentesi.

Analogamente, in questo secondo sito troviamo una pagina in cui vengono indicati, come valori di riferimento, la dignità umana, la libertà, la solidarietà, il rispetto dei diritti umani e la “rule of law”. Proseguendo però nella lettura della pagina, vediamo che si indicano alla base del PPE i valori cristiano-giudaici e ci si impegna a difendere la libertà di religione in tutto il mondo.

Fra le cause di tale intermittenza potrebbe esservi la presenza, nel Partito Popolare Europeo, di compagini che per la Francia e l’Italia si richiamano al cristianesimo assai meno che il MRP di Schuman e la DC di De Gasperi. Una diminuita nitidezza di linea politica sarà il prezzo da pagare, per un diminuito rischio di clericalismo?

 

4 commenti

michele:

GLI STATI CIVILI E LAICI, NATI CON LE RIVOLUZIONI DEL 700 E 800,HANNO DA SEMPRE AVUTO DEI NEMICI: LA MAFIA, LA CHIESA, IL LIBERALISMO DI DESTRA. CON LA GLOBALIZZAZIONE SI SONO AGGIUNTE LE CORPORATES O MULTINAZIONALI. IN ITALIA, OGGI, SONO COSI SBIADITI I SENTIMENTI DEL RISORGIMENTO, DELLA RESISTENZA E ANCHE QUELLO CHE LA CHIESA CONCILIARE AVEVA CONCESSO. CREDO SIA TROPPO TARDI, BISOGNA URGENTEMENTE CREARE GLI ANTICORPI,COMINCIANDO DALLA SCUOLA, CON DOCENTI PREPARATI.

marisa maltese:

Condivido il suo pensiero e condividerei anche l'articolo..... se solo non mi fosse sorto un dubbio; ma, la punteggiatura. Com'è stata scelta: a caso o a caso? *************************************************************** Gentile Signora Marisa Maltese, la ringraziamo per la condivisione. Per ciò che riguarda la punteggiatura le risponderà, se lo riterrà opportuno l'Autore, signor Tempestini. Cordiali saluti, La redazione di www.italialaica.it

Flavio Martini:

Ottimo articolo, come sono tutti quelli che ho avuto l'occasione di leggere! E' riuscito a mettere su carta quello che avrei voluto fare io. Per la punteggiatura forse c'è stata qualche disattenzione da parte dei redattori di Italialaica. Capita nel trascrivere di fare degli errori. E poi, ognuno ha il suo stile anche nella punteggiatura.

Attilio Tempestini:

Grazie per gli apprezzamenti. Quanto alla punteggiatura, ho riletto l'articolo e l'ho trovato conforme al testo da me inviato. Concordo con l'affermazione, che ognuno ha il suo stile anche nella punteggiatura; aggiungo peraltro che stando al testo di Bice Mortara Garavelli,"Prontuario di punteggiatura", non ritengo di essere particolarmente eterodosso.