editoriale

LA LAICITÀ “ALLA FRANCESE”, COME LA CONSIDERANO IN FRANCIA

Di Attilio Tempestini | 27.02.2019


La laicità “alla francese” la vediamo, nel nostro paese, spesso ritenuta soltanto una specie -ed alquanto degenere- nell’ambito, della laicità. Mentre quest’ultima è in realtà proprio nell’accezione transalpina, che viene a designare (sul piano giuridico-istituzionale) un concetto specifico, nonché conforme all’uso storico del termine. Risulta interessante esaminare, al riguardo, il sondaggio che -riferisce Le monde dello scorso 1 febbraio- è stato promosso in Francia, dall’Observatoire de la Laïcité: un ente pubblico, incaricato di aiutare il governo ad applicarla (e va da sé che perderebbe il suo tempo. chi in Italia cercasse un ente analogo).

Un primo dato del sondaggio riguarda il rilievo, attribuito al principio della laicità. Ebbene la domanda, se tale principio faccia parte dell’identità della Francia, incontra 77% di risposte affermative, 13% di risposte negative.

Il sondaggio mette a fuoco, poi, il discorso e chiede se ci si riconosca (traduco con qualche approssimazione, il termine francese “attachement”) o no, in una laicità dal seguente significato giuridico: “Principe qui sépare l’ ‘Etat des religions, permet à chacun de croire ou de ne pas croire, garantit la neutralité des fonctionaires et l’impartialité de l’administration vis-à-vis-de tous”. Il quadro delle risposte cambia leggermente, nei confronti della precedente domanda: 73% le risposte affermative, 19% quelle negative. Ci si può chiedere, peraltro, quale peso abbia la circostanza che nella frase appena riportata quanto precede, la seconda virgola, riguarda specificamente la dimensione religiosa, quanto invece segue tale virgola ha una portata più generale.

Comunque, per ciò che concerne la separazione fra Stato e religioni, la risposta segna una bella differenza rispetto al nostro paese. Dove per esempio l’anniversario della stipula dei Patti lateranensi è stato, qualche settimana, fa ricordato su un quotidiano come La repubblica -pur caratterizzatosi, talvolta, per posizioni laiche- con un articolo di Alberto Melloni accanto al quale, in una specie di “occhiello” redazionale, leggiamo che dopo tale stipula “la vera svolta laica ci fu con gli articoli 7 e 8 della Costituzione”. Insomma (e rispecchiando il discorso di Melloni) si attribuisce fisionomia laica, da un lato ad un art. 7 il quale persegue l’intento di porre tali Patti sotto la tutela, della Costituzione; dall’altro ad un art. 8 il quale dichiara, sì,egualmente libere davanti alla legge” tutte le religioni, ma certamente non si prefigge l’uguaglianza allorché alle religioni diverse dalla cattolica, attribuisce per ciò che riguarda il diritto di organizzarsi ed i rapporti con lo Stato, un rango ben inferiore che a quella cattolica.

Per ritenerla, tale differenza fra i due paesi, un po’ più sfumata, si potrebbe osservare che in Francia una Costituzione la quale -invece- parla di Stato laico non ha impedito, al presidente Sarkozy, di criticare il rifiuto opposto dalla precedente presidenza Chirac alla menzione di radici cristiane, nella Costituzione europea. Si potrebbe anche osservare, che la laicità francese quale emerge dal sondaggio si presta, proprio perché intesa come parte dell’identità transalpina, a risultare una presa di distanza nei confronti di immigrazioni, confessionalmente caratterizzate. Ma in senso opposto e riportando l’attenzione sul sondaggio in parola, si potrebbe osservare che chi l’attuale assetto in Francia dei rapporti fra Stato e religioni vorrebbe mutarlo nel senso, di una maggiore laicità, prevale su chi vorrebbe mutarlo nel senso di una laicità minore: ammontano a 22% coloro che chiedono venga meno ogni dialogo fra istituzioni pubbliche e religioni; si arrestano a 11%, coloro che chiedono un sovvenzionamento pubblico per le religioni.

(L'immagine è tratta da http://www.mlfmonde.org/lobservatoire-de-la-laicite-remet-son-rapport-annuel/)

2 commenti

Arrigo Colombo:

A proposito di fratellanza umana.E' già dichiarata come un dovere nella Dichiarazione dei diritti del 1948: ognuno deve comportarsi con gli altri come con un fratello. Cfr il volume di Arrigo Colomno appena uscito:La società fraterna. Il progetto dell'umanità nella sua fase più avanzata. Un saluto da Arrigo Colombo

Pacini:

Laicità, laicità, anche laicismo, piuttosto di fanatismi pericolosi. vviamente intendo tutti i fanatismi, anche quelli di ideologie politiche. Facendo il confronto mi sembra comunque che la Francia, pur in crisi, ci batta in quanto a laicità. Pacini