editoriale

IL CATTOLICESIMO È FINITO. E ORA?

Di Alessandro Chiometti | 29.08.2018


Per la Chiesa Cattolica Apostolica Romana la delirante pretesa, non solo lessicale, di essere la religione comune a tutti gli esseri umani era miseramente fallita già ai tempi di Lutero, se non addirittura da quelli delle Crociate in Terrasanta.

Tuttavia il triste spettacolo a cui stiamo assistendo oggi è segno di un fallimento ancora peggiore, ovvero l'assoluta incapacità di ricondurre il mondo cattolico a una sintesi accettabile, neanche quando si parla della piccola realtà italiana.

Da anni sosteniamo che sarebbero arrivati al pettine i nodi politici per la Cei e il Vaticano; nodi dovuti alla continua ingerenza nei governi italiani che ha costretto, dopo la fine della Dc, la Chiesa a sporcarsi le mani sostenendo individui impresentabili.
L'ingerenza politica ha un prezzo da pagare, soprattutto quando al proprio interno si hanno gruppi con visioni politiche diametralmente opposte come, tanto per fare un esempio, l'Opus Dei e la Teologia della Liberazione.

La “fusione a freddo” è stata per decenni raffreddata con fiumi di denaro (usati in modi molto diversi dalle varie realtà cattoliche) ma oggi questo non sembra più bastare.

In un clima politico così acceso l'umiliazione che devono quotidianamente subire l'una o l'altra sponda politica è di fatto insostenibile. Salvini, alla guida di un partito, che dopo essersi proclamato pagano e anticlericale nel suo primo periodo di vita, adesso si riscopre difensore delle radici cristiane e fa campagna elettorale sul Vangelo brandendo crocifissi, è una costante fonte di vergogna per ogni prete di strada che ogni giorno aiuta (con parte di quel venti percento dell'otto per mille che la CCAR si degna di dare in carità) ragazzi di ogni nazionalità nel suo oratorio. D'altra parte la mossa della Caritas che si dice felice di accogliere i profughi delle navi bloccate più o meno illegalmente da Salvini è il minimo che ci si poteva aspettare.

Così ogni giorno, per quanto i mass media evitino di parlarne, assistiamo ad uno scisma della Chiesa Cattolica sempre più netto e che potrebbe diventare violento (se non altro per questioni economiche).

Ad esempio, succede che a Terni un nome illustre dell'Azione Cattolica scrive in un documento pubblico che alle elezioni comunali (dove la lega ha trionfato) hanno vinto “gli altri” cattolici. Altri cattolici, ha scritto proprio così.

O addirittura vediamo nunzi apostolici che chiedono pubblicamente le dimissioni papali dando voce all'insofferenza contro Papa Francesco I. Insofferenza che non si limita più ai deliri editoriali di Socci & co.

Dimissioni che se avvenissero porterebbero alla cifra record di tre papi.

Corrado Augias scrisse su Repubblica poco tempo fa che da giovane aveva sempre disprezzato la Democrazia Cristiana, mentre ora in avanzata età si rendeva conto di quante cose, ingerenze e integralismi, riusciva a digerire quel ventre molle prima che arrivassero in superficie.

Ecco, pensare che in quarant'anni di governi democristiani non avevamo mai assistito a populisti che giuravano sul Vangelo o brandivano feticci religiosi per raccoglier voti, deve far riflettere, perché adesso la situazione non può che peggiorare.

L'incapacità della Chiesa di dire chi è “dentro” e chi è “fuori” i suoi canoni, la volontà di tenere i piedi non in due ma in venti staffe senza nessuno che vada a prendere per un orecchio il Salvini di turno dicendogli  che se vuole fomentare l'odio verso i migranti non lo deve fare in nome di Cristo, o, se si stabilisce che la ragione “teologica” è dall'altra parte butti fuori dagli oratori tutti gli immigrati irregolari, rende la figura del Papa e della Chiesa priva di ogni residua autorevolezza.

Ma non c'è da gioire di questo perché, come dicevamo prima, siamo su un piano inclinato e in questa situazione non ci meraviglieremmo che nella guerra del povero contro il più povero si aggiungano alla xenofobia anche fanatismi religiosi.

Sono anni davvero strani quelli che stiamo vivendo.
Anni in cui spostiamo con un click miliardi di euro dalla borsa di Pechino a quella di Johannesburg, in cui si può fare il giro del pianeta in un paio di giorni e fare vacanze nei voli subspaziali. Ma sono anche anni in cui secoli di medicina e di scoperte scientifiche possono essere cancellate con un decreto legge “in nome del popolo” o “in nome di dio” dal primo cialtrone che è riuscito ad ammaliare una parte dell'elettorato.

Per questo, ancora di più è essenziale vigilare sui diritti conquistati negli anni passati per impedire salti mortali, letteralmente mortali, all'indietro.

info@civiltalaica.it per contattare l'autore.

 

4 commenti

michele:

LA LEGA DI SALVINI E' ORMAI UN PARTITO NAZIFASCISTA CATTOLICO INTEGRALISTA. I FASCISTI ORGANIZZATI E NON STANNO TUTTI TRASLOCANDO NELLA LEGA.ANCHE 5S SI STA ADEGUANDO. I SENTIMENTI XENOFOBI ISLAMOFOBI SI STANNO INSTALLANDO NEI CUORI DEGLI ITALIOTI. TUTTI I GIORNI CI SONO CASI DI SQUADRISMO. PER ARGINARE QUESTA DERIVA OCCORREREBBE UNA LEGGE CHE REGOLI I FLUSSI MIGRATORI E LI RENDA LEGALI, MA CHE LI SOTTRAE ANCHE ALLA CRIMINALITA. MA CHI LA FA? E COSI SALVINI TRIONFERA' HITLER è stato eletto con 46% mussolini con 64%, Salvini sarà eletto con 90% E AMEN

martina franca:

Credo di interpretare in modo corretto il titolo "LA CHIESA CATTOLICA E' finita", dicendo che si tratta di ironia, o... di speranza! La chiesa non finisce per le divergenze del momento. Ha attraverssato lotte intestine dal suo inizio, e le ha superate. Ha l'esperienza di duemila anni e sa come fare per vincere anche quando il secolo ha creduto di poter cavalcare la chiesa. I pii credenti (quelli pii, non tutti) affermano che ciò conferma la giustezza del cattolicesimo. Ma ci sono state istituzioni nel passato anche più longeve e pur sono finite quindi ciò non spiega nulla, meno che meno che si tratti della volontà di Dio o addirittura di Gesù, che a ben leggere non pare abbia voluto creare l'Istituzione del cattolicesimo. Almeno così com'è. Manca molto, molto tempo ancora perchè l'Istituzione ecclesiastica finisca o si trasformi in qualche cosa di diverso. Purtroppo.

alessandro chiometti:

No signora si parla correttamente di cattolicesimo e della sua pretesa di essere universale, cosa che non solo non è più in grado di essere nel mondo ma neanche in un piccolo Stato come l'Italia. La CCAR può sopravvivere in varie forme per altri secoli (anche se in maniera molto meno invadente di quella che conosciamo) l'idea del cattolicesimo inteso come gruppo omogeneo di cattolici che rappresentano il 100% dei cittadini di uno stato, o quanto meno la maggioranza, e per cui il rappresentante (pontefice) parla a nome di tutti, no.

pasquale :

La DC era un sistema di potere innervato nel clero. La Lega di Salvini utilizza il cattolicesimo come oggetto strumentale alla propaganda, ma non ha contatti profondi, forse nessuno, con la Chiesa cattolica; infatti negli stessi ambienti clericali non è riconosciuta come forza politica di riferimento o sostitutiva della vecchia DC. I referenti restano i residui DC che ancora hanno una piccola voce in capitolo e fanno da trait d'union con le forze politiche emergenti. Finiti quelli non si sa.