editoriale

LA REPUBBLICA ITALIANA NON È UNO STATO LAICO

Di Lidia Menapace | 14.11.2017


Dichiarazione

È una dichiarazione, cioè un testo per rendere nota - se interessa- una mia opinione. Una opinione non è la VERITÀ, ma comunque non è nemmeno un capriccio, e se ne può discutere, ciò non offende, è un pezzo di esercizio della libertà personale.

Allora: è mia ferma opinione che proporre UNA formula di governo chiusa, dipendente da una e una sola area politica, sia non corretto e pericoloso, implichi un restringimento della libertà di esercizio della sovranità popolare.

Per la nostra Costituzione sono "costituzionali" tutti i governi che stanno entro l'area costituzionale, cioè sostenuti dai e dalle seguaci di chi firmò il testo ufficiale della Costituzione, da Einaudi a Terracini. Sono esclusi costituzionalmente i fascisti, in qualsiasi forma e dimensione. Inoltre, per determinazione meno solenne il Pci, definito appartenente all'area costituzionale, ma escluso con apposita "conventio ad escludendum" dall'area di governo, partecipò attivamente dalle aule parlamentari a sostenere questa o quella riforma o decisione, ma non poté far parte di un governo (e il caso Moro ne è drammatica ed eloquente dimostrazione).

Sono favorevole a tenere il testo costituzionale così com'è perciò chiedo che ci occupiamo che ci sia una ampia possibilità di proporre come "esercizio della sovranità popolare" forme di azione giuridica e politica atte ad ostacolare qualsiasi forma di fascismo.

Per la sua attuazione vorrei che si facesse un esame delle questioni che richiedono eventuali modifiche o addirittura abrogazioni. La Costituzione non è un dogma, non esistono dogmi dove vale la ragione.

Per questo sono convinta che bisogni abrogare l'art. 7 Cost., quello del Concordato.  Fino a quando esso vige la Repubblica italiana NON È uno stato laico. È una questione non facile, non deve aprire nessuna guerra di religione (non sia mai!), ma è indispensabile.  Sono decisa a proporre una procedura a questo fine, con calma, sono troppo vecchia per correre, mi viene subito il fiatone, abbracci lidia

 

3 commenti

Beatrice:

In realtà bisognererebbe anche abolire l'Art. 8 della costituzione. L'Art. 7 e l'Art. 8 viaggiano insieme. Secondo l'Art. 8 la repubblica italiana può arbitrariamente firmare accordi con altre organizzazioni con finalità religiose. Che problemi vedo in questo Art. 8: 1) la decisione se firmare un accordo con una confessione religiosa è un potere arbitrario che il Parlamento si riserva, non c'è un obbligo, quindi corte costituzionale e corte dei conti non possono intervenire. 2) gli accordi non devono essere necessatriamente uguali fra loro; la repubblica potrebbe dare a te l'8 per mille, ad un altro non darglielo, anche qui la corte dei conti non può intervenire. 3) le organizzazioni filosofiche non sono comprese con chiarezza in questo articolo. Vi invito a confrontare con la costituzione tedesca che dice: 1) le chiese che hanno storicamente un accordo speciale con lo stato tedsco lo conservano; 2) le altre chiese possono chiedere anche loro di avere un accordo come le chiese storiche; 3) le organizzazioni filosofiche possono avere anche loro un accordo con lo stato come le chiese.

antonia sani:

l'articolo 8 è il contentino dopo l'articolo 7. Le Costituzioni sono ancorate al contesto storico in cui hanno visto la luce. Bisognerebbe riesaminarle...e attualizzarle, ma con quali sbocchi? Mi vengono i brividi.

michele:

LO STATO LAICO FU QUELLO NATO DOPO IL XX SETTEMBRE 1870 E DURO' FINO ALL'11 FEBBRAIO I929. MUSSOLINI PRIMA E TOGLIATTI POI HANNO CANCELLATO QUELLO STATO, E NE HANNO COSTITUITO DUE. UNA REPUBBLICA CATTOLICA E UNO STATO PONTIFICIO. UNA COSA OSCENA PAOLO VI DISSE AD UNA FESTA DEL XX SETTEMBRE, LA FINE DELLO STATO PONTIFICIO FU UNA OPERA DELLA PROVVIDENZA. OGGI LA REPUBBLICA CATTOLICA NON CELEBRA PIU QUELLA DATA.