editoriale

OGGI E SEMPRE LAICITÀ

Di Marcello Vigli | 05.10.2017


iamo tutti oggi in grande difficoltà nella necessità di orientarci in una realtà sempre nuova nel suo rapido dispiegarsi nel pianeta, in generale, e nei diversi contesti culturali in particolare.

È ormai evidente che, nell’interpretazione dei condizionamenti imposti alla realtà da un sempre nuovo interventismo individuale - reso sempre più determinante dall’uso di nuove tecnologie nella formazione dell’immaginario collettivo - non ci condiziona solo l’insufficienza di aggiornati criteri comuni, ma sempre più  la presenza di orientamenti ideologici pregressi.

Per limitarci all’attualità, la strage a Las Vegas ha distratto l’attenzione della pubblica opinione, certo per qualche giorno, dalla contestazione in Catalogna e dai risultati delle elezioni tedesche con il riemergere dei nazisti; dal balbettio del “discorso” di Macron e dalle incertezze della dirigenza statunitense; dai conflitti africani, con la spinta all’emigrazione che ne deriva, dalle tensioni in Medio Oriente, e, più in generale, dal colera nello Yemen e dagli effetti del connubio siccità/alluvioni.

In questo mondo, che in tanti stanno costruendo, anche uno solo può creare deviazioni e interruzioni temporali. In queste occasioni si è indotti a riflettere sul valore del singolo e sulla necessità che, chi ha responsabilità nella conservazione e nello sviluppo della convivenza ai diversi livelli, sappia svolgere la sua funzione salvaguardando la libertà dei singoli ma, al tempo stesso, il diritto di ciascuno ad esercitarla. Le società si sono date strutture e istituzioni per esercitare tale funzione, affidandone la gestione ad individui considerati idonei a guidarle per realizzare i fini per cui sono istituite, ma non sempre si riesce ad impedire che la competizione degeneri in sopraffazione.

Non è stato possibile impedirlo a Las Vegas, dove una persona sola, il 64/enne Stephen Paddock, ha ucciso 59 concittadini e ne ha feriti oltre 500. “Malato”, lo ha definito il presidente americano Donald Trump parlando con i giornalisti davanti alla Casa Bianca, un killer “malato” ma in grado di ben organizzarsi! A sua disposizione aveva, oltre a 42 armi da fuoco di cui si è servito per gli omicidi, nitrato di ammonio, composto chimico utilizzato anche per produrre alcuni esplosivi.

In questo mondo anche i tanti, costituendosi in soggetto unitario, possono essere indotti a preferire la sopraffazione, ciascuno appellandosi, per giustificarsi, a motivi nobili e … alla reciproca comprensione.

Lo si vede nell’evolversi della controversia che divide la Spagna. Si viola la costituzione promuovendo un referendum illegittimo e si manganellano i cittadini sovrani che intendono esercitare il diritto di voto. I fautori della scissione si proclamano vincitori per il 90% dei voti favorevoli, ma solo 42% degli aventi diritto ha votato. Barcellona scende in sciopero, ma i maggiori sindacati non aderiscono. Si chiama l’Europa a pronunciarsi contro le violenze del governo spagnolo, ma la Commissione pur deplorandole si schiera con Madrid. Né poteva essere diversamente se si pensa che spinte secessioniste sono presenti in altri stati.

Non manca sopraffazione neppure nella Chiesa cattolica dove un documento di venticinque pagine Correctio filialis de haeresibus propagates, pubblicato il 25 settembre 2017 e diffuso sul sito www.correctiofilialis.org, denuncia le “eresie” di papa Francesco contenute nella “Amoris Laetitia”. Lo hanno firmato 62 sacerdoti e studiosi cattolici indirizzandolo, in data 11 agosto, a Papa Francesco per contestargli che la sua enciclica “Amoris laetitia” - l’esortazione sull’amore nella famiglia, con la quale il pontefice ha sostanzialmente aperto ai divorziati, concedendo ai risposati di accedere ai sacramenti – conterrebbe, secondo loro, sette posizioni eretiche riguardanti il matrimonio, la vita morale e la ricezione dei sacramenti.

Il testo non si limita alla denuncia, ma contiene l’esplicita richiesta di correggere gli errori in esso sostenuti e propagandati.  Si tratterebbe di alcune eresie sviluppatesi per mezzo dell’esortazione apostolica ‘Amoris laetitia’ e mediante altre parole, atti e omissioni di Vostra Santità. A conferma di questo clima viziato da contrasti e contraddizioni, quali il conflitto suscitato dalle forzate dimissioni dell’ex revisore dei conti Libero Milone, sospettato di spiare i gerarchi vaticani, si è aggiunta la ennesima riesumazione del dramma vissuto nel lontano 1983 per la scomparsa, ancora irrisolta, di Emanuela Orlandi, Su di lei il giornalista Emiliano Fittipaldi ha scritto di essere entrato in possesso di un documento del Vaticano, che lo ha indotto a scrivere un libro contenente il riassunto di tutte le note spese del Vaticano dal 1983 al 1997 per un presunto "allontanamento domiciliare” della ragazza che ammonterebbero a oltre 483 milioni di lire. La divulgazione di queste note sul coinvolgimento della Chiesa cattolica in così tante contraddizioni conferma le difficoltà a usare vecchie categorie per capire i tempi che stiamo vivendo, specie se si riflette sul passaggio di Bobo dall'Unità all'Avvenire senza rinnegare l'ateismo e nemmeno l'anticlericalismo, ma solo dicendo che Staino e Bobo sono molto anticlericali quando i clericali si comportano come tali. Ma ora c'è Francesco.

Onde evitare, però, di aggiungere una confusione all’altra, è necessario tener salde certe conquiste. Per questo è molto opportuno nell’ultimo editoriale di Italialaica il richiamo alle leggi Siccardi non solo per evitarne l’oblio, ma anche per confermare l’idea di laicità a cui si è ispirato il processo iniziato con loro, concluso con le Guarentige e rinnegato con il regime pattizio imposto dal connubio clerico-fascista. Questo, a sua volta, è stato sconfessato dal comune sentire ormai diffuso anche fra i cattolici. Confermati dal nuovo stile introdotto da papa Bergoglio molti di loro partecipano, più o meno consapevolmente, del progressivo imporsi della cultura della laicità impegnata a garantire pari dignità ad atei, agnostici e credenti.

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