editoriale

UN PAPA ANTICLERICALE?

Di Attilio Tempestini | 30.10.2013


Papa Francesco si diverte, ad épater les laïques?

Egli afferma, nella recente intervista a Scalfari, “quando ho di fronte un clericale divento anticlericale di botto”: e direi che (almeno a partire dal Novecento) vi sono, sì, stati papi che si dichiaravano favorevoli ad una laicità “bene intesa”, ad una “sana” laicità; ma non ve ne sono stati, che si dicessero anticlericali.

Cosa intende però, il nuovo papa, con l'affermazione appena riportata? Egli la chiarisce subito dopo: “il clericalismo non dovrebbe aver niente a che vedere con il cristianesimo. San Paolo che fu il primo a parlare ai Gentili, ai pagani, ai credenti in altre religioni, fu il primo ad insegnarcelo”.

Il papa ragiona quindi in una dimensione, che concerne il rapporto fra cristianesimo e persone di altre religioni: in tale dimensione, egli considerando il clericalismo come un cristianesimo -potremmo dire- introverso; l'anticlericalismo, come un cristianesimo -potremmo invece dire - estroverso.

All'evidentemente ben diversa, poi, dimensione del rapporto fra Chiesa cattolica e Stato, appare riconducibile l'affermazione del papa che ”Le istituzioni politiche sono laiche per definizione e operano in sfere indipendenti”: parole in effetti piuttosto generiche quanto alla caratterizzazione di tale rapporto e, in particolare, della laicità, menzionata com'è in termini che non segnano una cesura rispetto a quelli suddetti, di precedenti papi. Peraltro il nuovo papa si pone su una linea di autolimitazione e di (non comune, dal soglio di Pietro) autocritica, sia aggiungendo che “la Chiesa non andrà mai oltre il compito di esprimere e diffondere i suoi valori, almeno fin quando io sarò qui”, sia aggiungendo -in risposta a Scalfari il quale ha osservato: “ma non è stata sempre così la Chiesa- che, in effetti, essa “non è quasi mai stata così”.

Comunque, proprio al “compito” per la Chiesa “di esprimere e diffondere i suoi valori” mi pare il caso di rivolgere l'attenzione, per notare come (tradizionalmente e non in Italia soltanto) il clericalismo, l'anticlericalismo e la laicità abbiano un significato diverso o più preciso, rispetto a quello delineato dal papa. Vale a dire indichino le tre posizioni di fondo che, sul modo di svolgere tale compito, uno Stato può assumere: secondo che si ritenga vada svolto -nei confronti di altre chiese e, più in generale, di altri atteggiamenti verso la religione- in un regime, rispettivamente, di favore, o di sfavore, o di par condicio. Le posizioni di fondo resterebbero d'altronde queste tre, anche se si accettasse la tendenza emersa già decenni fa ed accentuatasi negli ultimi anni, a chiamare laiciste le classiche posizioni laiche, in modo da poter chiamare laiche le classiche posizioni clericali; ma non si vede perché, chi ha a cuore le classiche posizioni laiche dovrebbe accettarla!

Scalfari, però, preferisce svolgere (in risposta ai quesiti che il papa a sua volta gli pone) ragionamenti metafisici sull' “Essere” e sugli “Enti”, piuttosto che porre domande le quali queste differenze, fra il significato dato dal papa a certi termini e quello da noi appena ricordato, le mettano in luce su questioni specifiche come l'insegnamento cattolico nelle scuole, come i regimi tributari per la Chiesa cattolica, ecc. Sembra ispirarsi, il fondatore di “la Repubblica”, al vecchio brocardo per cui de minimis non curat praetor: ma egli non considera, così, che a volte è proprio parlando de minimis che il discorso si chiarisce de maximis.

3 commenti

Luigi De Paola:

Non capisco perchè si debba dare tanta importanza a quello che dice o che non dice il papa. Che lo ascoltino i credenti, gli altri agiscano secondo la loro coscienza ed ogni cosa tornerà a posto

Mario Sansa:

Anche se chi non è cattolico riesce davvero in Italia ad esimersi da quello che decide la chiesa cattolica, ci pensano i politici nostrani a non scontentare il papa. Temono troppo di perdere definitivamente il consenso dei cittadini, o meglio temono di perdere i loro voti. Per non parlare di tutto il cristianesimo che respiriamo sin dalla nascita e che determina la nostra formazione mentale. A proposito ci siamo chiesti perchè siamo sempre alla ricerca di un leader politico che guidi alla vittoria il nostro partito, invece di cercare di essere convincenti con le nostre proposte e le nostre idee? Avete pensato che possa essere perchè sin da bambini siamo abituati che c'è il grande papà-dio che tutto risolve e tutto decide e che ci solleva da ogni responsabilità e ci impedisce di essere capaci di decidere con la nostra testa?

Sandra Paolini:

Io credo che un papa veramente cristiano dovrebbe davvero essere anticlericale, ma per prima cosa, per essere credibile dovrebbe veramente non essere più il capo dello Stato del Vaticano, non dovrebbe più avere i cardinali come principi della chiesa, non dovrebbe permettere ai suoi preti di considerarsi e di far credere di essere i mediatori fra gli uomini e la divinità. Mi pare che Paolo abbia detto che non ci sono sacerdoti, che solo Gesù è sacerdote dicendo in questo modo che tutti siamo laici. Laici nel significato che dà alla laicità la chiesa, questo dice quando dice di essere laica! E tutti a credere che nella chiesa possa esserci la libertà di pensiero, salvo poi ad andare dal confessore a chiedere quello che si può e quelo che non si può fare, oppure a chiamare il prete per il parente che sta per morire, o addirittura quando è mortoper salvargli l'anima. Non si sa mai che esista davvero!