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LA LAICITÀ NON SIA SINONIMO DI IDIOZIA: BUON NATALE, EUROPA!

Di Fausto Carratù, Associazione “Popolo Sovrano” | 22.12.2021


L’abbiamo ascoltato tutti, da Bruxelles: la commissaria europea all'Uguaglianza, la maltese Helena Dalli, ha prima presentato, poi ritirato, un documento, che vietava di usare nelle eurocomunicazioni il termine “Natale”, sostituendolo con quello di “festa”. Per quale ragione? si vogliono evitare - sostiene l’illuminata - discriminazioni legate a sesso, razza, religione, ecc. In altre parole, poiché non siamo tutti cristiani, la festa del Natale non può più essere…cristiana!

Si tratta di una confusione concettuale che da decenni va dilagando, e meriterebbe una pronta correzione, almeno dalle persone più “attrezzate” e con maggiori responsabilità.

La questione presente due aspetti distinti e correlati:

1)  È ormai assolutamente necessario distinguere la laicità dall’ateismo, in forme e sostanza chiare ed inequivocabili.

Sia il credente, con il suo “io credo”, sia il non credente, con il suo “io non credo”, impiegano il verbo “credo”, a significare che entrambi esprimono una convinzione, una fede, non una dimostrazione scientifica. Che l’ateismo costituisca a suo modo una “fede” lo argomentava Emanuele Severino, uno dei migliori pensatori del Novecento.

E se l’ateismo costituisce una fede, è allora assolutamente necessario che la laicità si distingua, oltre che dalle fedi asserzioniste, anche da quelle negazioniste. Questa doverosa distinzione sino ad oggi non è avvenuta affatto o non è avvenuta con la necessaria e sufficiente chiarezza.

Molti ricorderanno le polemiche sollevate dalla richiesta di escludere i crocifissi dai luoghi statali. La richiesta sarebbe legittima se l’assenza dei simboli delle fedi positive, rimossi, non coincidesse con il “nessun simbolo” dell’ateismo! Finché dura questa confondibilità, la rimozione non avrebbe alcuna razionalità.

Di qui la primaria, assoluta necessità della citata distinzione.

2)  È necessario che la laicità sia inclusiva e non esclusiva, ammissiva e non soppressiva.

In presenza di una molteplicità di religioni, fedi e convinzioni, la laicità si trova di fronte ad una alternativa: impedirle tutte o ammetterle tutte. Bene, sino ad oggi, e riferendoci proprio alla dissennata proposta della succitata Helena Dalli, l’atteggiamento di coloro che mirano ad una impostazione laica della res publica, scivola facilmente sul crinale della esclusione, della soppressione, della negazione.

La laicità deve essere arbitra di religioni e fedi, inclusi gli ateismi, e non deve cadere nell’errore, purtroppo tanto frequente, di diventare essa stessa una fede.

Per intenderci, l’arbitro che deve regolare gioco e comportamenti di due squadre scese in campo, deve evitare ed impedire possibili discriminazioni non già impedendo lo svolgimento della gara, ma lasciandola svolgere, limitandosi alla pura regolamentazione, in modo da assicurare alle parti pari opportunità.

D'altronde, le Carte Costituzionali vietano tutte le discriminazioni motivate da ragioni di sesso, razza, religioni, ceto, partito politico. Non vietano certo i sessi, le razze, le religioni, i ceti, i partiti.

Troppe letture insensate delle Costituzioni sono andate e vanno tuttora in questa direzione, come dimostra la inadeguata funzionaria di Bruxelles citata in esordio. Dunque, si impediscano le discriminazioni tra soggetti e pensieri, ma senza annichilire soggetti e pensieri.

A tutti un robusto augurio di una significativa celebrazione natalizia della Nascita.

9 commenti

Alessandro Chiometti:

Poveri noi che cosa ho appena letto...

Paola Dipietro:

Finalmente una idea di laicità che non viene scambiata per ateismo! Io sono non credente, atea non mi piace perchè dire che si è senza dio significa che dichiariamo che dio esiste, infatti non si può essere senza qualche cosa che non esiste. Però conosco molti che si definiscono atei che sono sicuri di ciò che dichiarano. Penso che il dubbio debba accompagnare ogni nostro pensiero, o almeno che esista la possibilità che esista una realtà diversa.

michele:

SAREI CURIOSO DI SAPERE COME LA PENSANO QUEI CITTADINI EUROPEI, MUSULMANI, EBREI, BUDDISTI, INDù, CHE SI SENTONO DIRE BUONA FESTA CRISTIANA (NATALE).

michele:

l culto del Sol Invictus ha origine in Oriente: ad esempio le celebrazioni del rito della nascita del Sole in Siria ed Egitto erano di grande solennità e prevedevano che i celebranti ritiratisi in appositi santuari ne uscissero a mezzanotte, annunciando che la Vergine aveva partorito il Sole, raffigurato come un infante. In particolare, è l'apologeta cristiano Epifanio di Salamina[4] a segnalare che in alcune città d'Arabia e d'Egitto i pagani celebravano una festa dedicata al trionfo della luce sulle tenebre, e incentrata sulla nascita del dio Aîon, generato dalla vergine Kore, con un evidentissimo rimando alla dottrina dell'eterno ritorno: si noti che nella tradizione cosmologica greca "Aîon" era uno degli aspetti del Tempo, inteso nella sua valenza di eterno presente; in greco, inoltre, "kore" è la parola che designa genericamente la "fanciulla" ossia il femminile nelle sue infinite potenzialità, e Kore è anche il nome con cui è nota la figura mitologica di Persefone. La testimonianza di Epifanio è confermata anche da Cosma di Gerusalemme[5], che ancora nel secolo VII d.C. menziona la celebrazione di analoghe cerimonie nella notte tra il 24 e il 25 dicembre.

michele:

EGREGIO DOTT CARRATU’ SINCERAMENTE, DOPO AVER LETTO QUESTO SUO ARTICOLO, LE DICO CHE NON HO CAPITO NIENTE. LE CHIEDO, SE VUOLE RISPONDERE, CHE COSA FESTEGIAMO IL 25 DICEMBRE IN EUROPA. FESTEGIAMO LA NATIVITA' DI TUTTI NOI? COSI COME IL DUE NOVEMBRE FESTIGIAMO LA MORTE? FESTEGIAMO LA NATIVITA’ DI GESU' CRESTO? IN QUESTO CASO DOBBIAMO FESTEGIARE TUTTI PERCHE' LA RELIGIONE CRISTIANA E' LA LA MAGIORANZA, LA RELIGIONE HUBER ALLES? GRAZIE BUONE FESTE

Pasqualina Di Paola:

Dire Buon Natale significa dirlo a chi festeggia il Natale, chi non lo festeggia non sarà "vitima dell'augurio, semplicemente non gli interesserà, penserà che non lo riguarda.

Eduardo Cappelli:

Ma perchè tanto scalpore? Il cristiano augura buon Natale ai cristianim il nussulmano buon a festa della nacita del Profeta, l'ebreo buona Pasqua, L'indù, buon..., il buddista buon non so cosa, e così via. Anche l'ateo festeggerà la nascita di qualche pensatore, non so, comunque non capisco che ci si debba offendere o meravigliare di ciò. Per4chè mai i sik (si scrive così?) non possono dire buon aniversario eoropa e coasì via. Perchè gli altri si dovrebbero offendere?

michele:

GLI ALTRI CHI? IL SOGGETTO è NOI. TUTTI I CITTADINI D'EUROPA, DI TUTTE LE RELIGIONI E ANCHE DI CHI NON HA UNA RELIGIONE, SEMPRE NOI.

Eduardo Cappelli:

LLOR signore che mi ha preceduto nei commenti: perchè mai, noi, tutti noi, dovremmo risentirci nel sentir dire da parte di tutti noi buon natale Europa, buona pesak Europa, buon....Europa, buon...Eurpa e così via?