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IL CASO SILVIA ROMANO: E SE FOSSE TORNATA CON UN CROCIFISSO AL COLLO?

Di Alessandro Giacomini | 14.05.2020


SINDROME DI STOCCOLMA E LA SINDROME RELIGIOSA
Ogni scelta, per essere veramente libera, deve essere effettuata consapevolmente, nel caso in questione la conversione all'Islam durante il lungo periodo di segregazione della signora Silvia Romano, potrebbe essere "spontanea e non forzata “ come la stessa  ha raccontato:
“ ho chiesto di poter leggere il Corano e sono stata accontentata",
definendo la sua conversione all'Islam,
"spontanea e non forzata, in questi mesi mi è stato messo a disposizione un Corano e grazie ai miei carcerieri ho imparato anche un pò di arabo.
Loro mi hanno spiegato le loro ragioni e la loro cultura, il mio processo di riconversione è stato lento non c'è stato alcun matrimonio né relazione solo rispetto “.
Ma per gli investigatori la conversione all’Islam potrebbe essere frutto della condizione psicologica in cui si è trovata, la cosiddetta sindrome di Stoccolma un particolare stato di dipendenza psicologica che si manifesta in alcuni casi in vittime di violenza il più delle volte verbali e fisiche.
Il soggetto, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti dell’aggressore che spesso arriva alla totale sottomissione volontaria.
Se pur tale sindrome è spesso evocata nei resoconti giornalistici, come nel caso in questione, essa non è classificata nei protocolli internazionali di psichiatria e nemmeno nei manuali di psicologia.
Le polemiche al conseguente rilascio dopo la lunga prigionia della signora Silvia Romano vanno quindi ricercate nella caratterizzazione religiosa o meglio nell’islamofobia: quell’atteggiamento di ostilità discriminatoria verso l’Islam e la sua civiltà.
Probabilmente se Silvia Romano fosse rientrata in Italia con un mastodontico crocifisso al collo, rammentando che alla lunga prigionia l’ha salvata la mera fede in Padre Pio, nessuna polemica si sarebbe innestata ad ogni livello sociale, sia essa politica che giornalistica, anzi , l’accoglienza sarebbe stata più calorosa e le stesse gerarchie della       “ apostolica “ chiesa cattolica Romana avrebbero innescato mediatiche enfatizzazioni e non le attuali silenti indifferenze.
Forse le autorità cattoliche, lo è pure per la maggioranza del popolo Italiano, il termine libertà di scelta nell’ambito religioso è un diritto soggettivo, anche se esso viene esercitato oltre i limiti stabili dall’interesse per cui tale diritto sia stato sancito, finchè però lo stesso non venga esercitato da una qualsiasi altra religione o libera scelta civile.
Si perché quando si parla di libertà dovrebbe essere la condizione per cui ogni individuo può decidere di pensare ed esprimersi senza nessuna costrizione o pressione psicologica essa sia, deve consistere nella capacità di scegliere cosa si vuole senza intimidazioni.
La caratterizzazione religiosa nella vicenda di Silvia Romano può quindi essere contrapposta ai diritti e alle libertà di scelta di un bambino quando, ad esempio, si discute del battesimo cattolico, comunemente denominato pedobattesimo.
Esso viene imposto ad un bambino che non ha la potestà di stipulare nessun accordo o di alcun atto, ne tantomeno la capacità di intendere e volere.
Non avendo la capacità autonoma di abbracciare un credo, non si capisce quindi perché esso sia costretto ad entrare a far parte di una religione, nel caso specifico quella cristiano cattolica.
Senza dimenticare la legge 196/2003, essa stabilisce che l’appartenenza religiosa è considerata un dato sensibile, esattamente come l’appartenenza sindacale e politica, la vita sessuale e la salute dell’individuo, non si spiega pertanto il perchè, se la legge impedisce ai genitori di iscrivere i propri figli a un sindacato, a un partito politico, a un’associazione, non debba conseguentemente impedire l’adesione a un’organizzazione religiosa.
Nella libertà di scelta della signora Silvia Romano potrà pur esserci anche qualche dubbio sulla sua conversione all’islam, ma non di certo nel pedobattesimo che lede ogni convenzione sui diritti fondamentali dell’infanzia.
La libertà è la possibilità di dubitare, di sbagliare, di dire anche di no a una qualsiasi autorità, sia essa politica che religiosa, il battesimo è agli antipodi di tutto ciò.
Alessandro Giacomini
Massimeno TN
Cell. 320 9326607

8 commenti

LUIGI TOSTI:

Concordo pienamente con l’autore e mi permetto, da ex avvocato ed ex magistrato, di commentare lo squallido e vigliacco linciaggio della Silvia Romano con le seguenti puntualizzazioni. Rammento che in Italia e nei Paesi civili vige il principio supremo di laicità e il rispetto del DIRITTO di libertà religiosa di qualsiasi essere umano, il quale ultimo è sancito dall’art. 19 della Costituzione e da plurime Convenzioni internazionali (Dich. Univ. dei diritti dell’Uomo. Conv. europea dei diritti dell’uomo, Carta di Nizza etc). Rammento che il diritto di libertà religiosa -secondo la costante giurisprudenza della Corte Costituzionale italiana, della Cassazione e della Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo- implica non soltanto quello di credere o non credere in qualche religione, ma anche quello di cambiare religione o diventare atei e, addirittura, di non essere costretti a rivelare i propri convincimenti religiosi. Pertanto trovo squisitamente DELIRANTE che vi siano delle persone -nel caso di specie di chiara ideologica catto-nazi-fascista fondamentalista ed islamofobica- che hanno aggredito e linciato in modo VERGOGNOSO e CODARDO -e addirittura con connotazioni criminali ispirate dall’odio religioso- una cattolica (o presunta tale) SOLO perché "si è convertita" all'islam, come consentitogli dalla Costituzione e da tutte le Convenzioni internazionali sulla salvaguardia dei diritti e delle libertà dell’uomo. Faccio anch’io garbatamente notare che, se si fosse verificato il caso opposto -e cioè se la cittadina italiana Silvia Romano fosse stata di fede islamica e si fosse convertita al cattolicesimo dopo essere stata liberata, magari dietro lauto riscatto ai danni dei contribuenti italiani- questi stessi soggetti di chiara ideologica catto-nazi-fascista fondamentalista ed islamofobica (tra i quali mi limito a citare solo Sgarbi, Nico Basso che ne ha chiesto l’impiccagione,la scrittrice Silvana De Mari, il deputato Alessandro Pagano e financo Ornella Vanoni), oggi non avrebbero avuto alcunché da criticare e, anzi, avrebbero gioito e suonato tutte le campane di tutte le Chiese italiane ed anche il Papa, di cui sottolineo l’eloquente silenzio, avrebbe gioito all’Angelus per la liberazione dell’islamica convertitasi al cattolicesimo. Dopo aver richiamato l’antico adagio del “bue che dà del cornuto all’asino”, rammento che la Chiesa Cattolica ha sempre praticato -addirittura sin dopo la seconda guerra mondiale- la criminale pratica di "RAPIRE", ripeto: RAPIRE, i bambini ebrei che fosse stati battezzati di nascosto da qualche invasato cattolico (anche non sacerdote), sottraendoli quindi alle loro legittime famiglie e imponendone, poi, l'indottrinamento e la CONVERSIONE COATTA nella cosiddetta "Casa dei catecumeni" di Roma (un lager). Cito il caso di Edgardo Mortara della Bologna del 1858 (cfr. “Prigioniero di Papa Re”, Rizzoli editore), di Giuseppe Coen e dei fratelli Robert e Gérald Finaly. Questi ultimi due orfanelli ebrei, nati nel 1941 e nel 1942, dopo essere stati RAPITI dai criminali gerarchi della Chiesa Cattolica e poi battezzati e “convertiti” coattivamente al cattolicesimo, furono estradati illegalmente dalla Francia nella Spagna fascista di quel criminale di Franco al fine di sottrarli alla Giustizia Francese. Vennero restituiti ai legittimi parenti solo nel 1955 e solo dopo plurimi processi e condanne penali dei gerarchi cattolici rapitori dei due bimbi ebrei. Nel corso della vicenda il Generalissimo Franco tentò addirittura di "scambiare" i due piccoli ostaggi ebrei, RAPITI da Santa Romana Chiesa Cattolica, con quattro attivisti baschi imprigionati in Francia. Bisogna dunque avere una buona dose di indecente arroganza per "indignarsi" della liberazione di una persona che è stata RAPITA e segregata per quasi due anni, e questo SOLO perché si tratta di una cattolica che ha” osato” convertirsi all'Islam. I Catto-nazi-fascisti italiani, promotori di questo indecente, vergognoso, razzistico e criminale linciaggio e campagna di odio, dovrebbero VERGOGNARSI ed essere perseguiti penalmente, e non essere addirittura sostenuti e spalleggiati con argomentazioni ridicole e speciose come il “vestito” indossato dalla Silvia Romano e i supposti messaggi sovversivi e criminali che questo vestito evocherebbe, inducendo in tal modo gran parte degli italiani a diventare terroristi islamici. Rammento che la libertà di religione implica anche quella di propaganda, anche in pubblico, di culto e di ostentazione dei propri simboli o idoli, con l’UNICO limite del divieto di violare norme di diritto pubblico (come quelle penali) e il buon costume. E la Chiesa né è maestra, con la complicità di TUTTI i politici italiani, perché consente SOLO ai cattolici di esporre i crocifissi nelle scuole ed uffici pubblici e SOLO ai cattolici di propagandare quotidianamente i messaggi strabilianti del Papa e di altri prelati dalla RAI pubblica. Pertanto, se qualcuno ritiene, come Maryan Ismail, che il “vestito” indossato da Silvia Romano evoca messaggi di criminalità e di eversione islamica, questo qualcuno è invitato ad inoltrare una denuncia penale all’Autorità giudiziaria italiana: altrimenti si astenga dal formulare infondatissime “critiche” al “vestito” della Romano perché, sino a prova contraria, ciascuno è libero di indossare i vestiti che vuole e di esibire i simboli che vuole, salvo divieti di legge che nel caso di specie non riesco a ravvedere. D’altro canto anche i frati, le suore, i preti, i vescovi e i cardinali si vestono in modo strano ma, per quel che mi risulta, nessuno ha mai mosso pubblicamente delle critiche ai prelati cattolici per i loro strani abbigliamenti. Infine, per segnalare quali siano le “origini culturali” dei vergognosi e criminali linciaggi subìti dalla Romano, rammento che, secondo il Canone 751 del vigente Codice canonico di Santa Romana Chiesa Cattolica, viene considerato “apostata” chi, dopo aver ricevuto il battesimo, “ripudia la fede cristiana” convertendosi ad altra religione (ed è notorio che la Chiesa battezza i bambini senza che gli stessi operino una scelta consapevole). Rammento, altresì, che secondo il Can. 1364 del vigente Codice canonico, l’ “apostasia” è un “crimine” che sino a un paio di secoli fa veniva punito con la morte sul rogo e che, oggi, implica la soltanto la “scomunica latae sententiae”, cioè una pena più grave di quella che il codice canonico prevedeva sino a qualche mese fa per i preti pedofili. Come si vede, le origini dei criminali attacchi contro Silvia Romano affondano le loro radici culturali negli aberranti dogmi ed insegnamenti della Chiesa Cattolica, che non solo seguitano a negare il DIRITTO UMANO di cambiare religione, ma lo considerano anche un “delitto”, pur non potendo più punirlo, oggi, con la morte inflitta sul rogo. Chiudo provocatoriamente questo mio commento invitando i CODARDI persecutori della Silvia Romano ad inviare una “lettera aperta” al Presidente del Consiglio Conte, al Presidente della Repubblica Mattarella e al Ministro dell’Interno Di Maio, affinché gli stessi -al fine di soddisfare le “giuste” richieste degli islamofobici catto-nazisti italiani, che hanno lamentato l'ILLEGALITÀ del riscatto di 4 milioni di euro versati ai sequestratori per un' “inutile sciacquina” convertitasi all’islam- rescindano il contratto di riscatto e stipulinio un nuovo accordo coi rapitori somali in base al quale Silvia Romano dovrà essere restituita ai suoi rapitori, previa restituzione agli italiani dei 4 milioni di euro di riscatto che, detto per inciso, equivalgono al 19,51 % di quanto la Repubblica Pontificia italiana elargisce alla Chiesa cattolica ogni giorno dell’anno (la stima minima è di 7 miliardi e mezzo di euro all'anno versati dai contribuenti italiani alla Chiesa che, quindi, corrispondono a 20 milioni e mezzo al giorno). Luigi Tosti, ateo, ex avvocato ed ex magistrato.

Muhammad Cristian Farano:

Sono un italiano convertito all'Islam, premetto che da convertire non esulto né altro per questa conversione alla fede musulmana di Silvia Romano, da credente affido tutto a Dio, mi viene da dire, ma non ci può venire il dubbio che possa trattarsi di una conversione sincera, magari come appiglio???Perché tutto questo cannibalismo su questa ragazza??? Cosa è che opinione pubblica non vuole accettare???basta lasciate in pace Silvia Romano, che faccia della sua vita ciò che vuole, musulmana o no, tocca a lei valutare se continuare o abbandonare, basta ergerci a giudici

tommaso :

Senza dimenticare, gentile ex magistrato, che quel crocifisso nelle aule giudiziarie è in palese contrasto con " la legge è uguale per tutti ". Come potrà mai essere tutelato un non credente nei tribunali......

Alessandro Giacomini:

Spett. Muhammad Cristian Faran, concordo, purchè nel rispetto della laicità. Solo la laicità ci salverà. Alessandro Giacomini.

Paola Re:

Ho letto pochissimo su questa vicenda ma, appena ho sentito commenti, critiche e insulti legati alla sua conversione, ho pensato alle precise parole con cui avete intitolato questo articolo ben scritto che condivido pienamente. Aggiungo che non sapremo mai come siano andate davvero le cose. Una ragazza sorridente che saluta tutti e che ripete come un mantra che sta bene non mi convince come non mi convince il fatto che, appena arrivata, si sia preoccupata di annunciare urbi et orbi la sua conversione all'islam. Dietro tutto ciò c'è una regia ovviamente pericolosa. Altro che sorriso...

LUIGI TOSTI:

Egregio Signor Muhammad Cristian Farano, anch’io sono “italiano” ma, a differenza di Lei che si è convertito all’Islam, io, dopo essere stato battezzato dalla Chiesa quando ero un infante nato da appena 10 giorni e, quindi, una persona assolutamente incapace di intendere e volere, mi sono “sbattezzato” quando ho raggiunto l'età della ragione (ho chiesto cioè alla Chiesa di essere cancellato dal registro dei battezzati): e questo perché mi sono “convertito” all’ateismo, cioè al convincimento che NON esiste NESSUNO dei miliardi di dei inventati dall’uomo. Dunque la differenza tra me e Lei è infinitesimale, perché Lei, come me, non crede a quel miliardo di dei che sono “passati di moda”, ma si limita a credere “soltanto” ad uno degli Dei (Allah?) che sono ancora attualmente “vigenti” sul Pianeta Terra (e spero per Lei che abbia scelto quello vero, senza commettere errori). Io, invece, non credo neppure nel suo Dio, cioè Allah. Il problema, tuttavia, non è quello di credere in uno o più d’uno degli “Dei” inventati dall’uomo (cito Zeus, Giunone, Apollo, Mitra, Bacco, Iside, Osiride, Annubi, Quetzalcoatl, Odino etc.), ma di rispettare il DIRITTO di ciascuna persona di credere o non credere in quel che vuole, Babbo Natale e Befana inclusi. Le soggiungo che questo diritto di libertà religiosa implica anche quello di “NON essere COSTRETTI a rivelare ad altri i propri convincimenti religiosi”, tant’è che la Corte europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato la Grecia perché costringeva i testimoni a giurare sulla Bibbia e ha condannato La Repubblica di San Marino perché costringeva i deputati eletti dal popolo a giurare sulla Bibbia. Per quanto riguarda i“dubbi” sulla “sincerità” della conversione di Silvia Romano -che non sono solo i suoi ma che sono stati strombazzati dall’ala fanatica e integralista dei cattolici- Le replico che Silvia Romano -a differenza dei bambini che la Chiesa cattolica “battezza” quando sono totalmente incapaci di intende e volere- è una donna MAGGIORENNE, VACCINATA e totalmente capace di intendere e volere, sicché la stessa è libera di “convertirsi” in qualsia religione voglia (e magari all’ateismo) e NESSUNO ha il diritto di interloquire nella sua scelta, anche perché la Romano, sino a prova contraria, non è stata costretta, da quando è atterrata sul suolo italiano, a persistere nella sua scelta religiosa o ad indossare un abito al quale si attribuiscono valori simbolici religiosi. Le faccio peraltro notare che i Cattolici italiani hanno giustificato e giustificano l’esposizione e l'IMPOSIZIONE nelle scuole, negli uffici pubblici e nei tribunali LAICI italiani del crocifisso, cioè del loro idolo, perché asseriscono che “il crocifisso è un simbolo PASSIVO che non obbliga i non credenti o i credenti (come Lei) in altre religioni a convertirsi al cristianesimo”. Ebbene, se questa motivazione è valida, non capisco perché i cattolici hanno linciato -con offese, ingiurie e minacce che integrano gli estremi del reato di cui all’art. 604 bis del codice penale italiano- la Silvia Romano perché ha “osato” indossare un abito che connoterebbe la sua fede nell’islam o a dichiarare, pubblicamente, di aver abbracciato la fede islamica: anche quell’abito, infatti, è un “simbolo passivo che NON costringe alcun italiano a convertirsi all’Islam e il diritto di libertà religiosa, poi, implica anche quello di farne PROPAGANDA anche IN PUBBLICO, come sancito dall’art. 19 della Costituzione e dall’arrt. 9 della CEDU. D’altro canto il Papa e i vari prelati fanno quotidianamente PROPAGANDA in regime di MONOPOLIO della bontà della loro Fede cattolica, anche dalle reti pubbliche della RAI, e nessuno ha nulla da ridire, sebbene ai musulmani e agli atei come me non è consentita dalla RAI la pari opportunità di PROPAGANDA. Le rammento che gli atei condividono e praticano il principio supremo di laicità scolpito nella Costituzione -che implica l’eguaglianza tra tutte le religioni e gli atei- mentre lo Stato italiano viola costantemente questo principiio di laicità al punto tale che ha negato e nega agli islamici come Lei e agli atei come me di stipulare le “INTESE” col Governo anche al fine di poter partecipare alla scelta dell’8 per mille. Mi chiedo allora come fa, Lei, a non indignarsi per questa DISCRIMINAZIONE che sta subendo come aderente alla fede islamica. Egregio Signor Tommaso , concordo in toto col suo commento e aggiungo che -come Lei spero saprà- io sono stato rimosso dalla Magistratura italiana perché, dopo aver vanamente chiesto la rimozione dei crocifissi dalle aule dei Tribunali “laici” italiani, nei quali lavoravo come pubblico dipendente vincitore di un concorso pubblico, “mi sono rifiutato di accettare la proposta MEDIATORIA del Presidente dei Tribunale di tenere le udienze in un’aula appositamente allestita per me senza crocifisso" (come se fossi un appestato dissidente). Io ho rifiutato questa GHETTIZZAZIONE, che si sarebbe dovuta protrarre sino a mio pensionamento, perché DISCRIMINATORIA e lesiva dei miei diritti di eguaglianza e di libertà di religione. Ebbene, io ho subito DUE processi penali -con iniziale condanna ad un anno di reclusione e e all’interdizione dei pubblici uffici, ma la Cassazione mi ha assolto con formula piena sancendo che la circolare fascista del 1926, che impone l’esposizione dei crocifissi nei tribunale, è illecita perché viola il principio supremo di laicità e i MIEI diritti di libertà religiosa e di coscienza. Il Consiglio Superiore della Magistratura ha ribadito queste motivazioni, ma mi ha RIMOSSO dalla Magistratura perché ha ritenuto che avrei dovuto accettare la PROPOSTA mediatoria di essere ghettizzato, sino al mio pensionamento, in un’aula allestita appositamente per la mia persona di "dissidente". Contro questa sentenza ho proposto ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che pende da appena……9 anni. Gent.le Signora Paola Re, ognuno può avere i convincimenti che vuole sui motivi che hanno indotto Silvia Romano a convertirsi, ma nessuno può interferire nella sua scelta di persona adulta, maggiorenne e vaccinata né, tantomeno, nella sua supposta scelta di dichiarare urbi et orbi di essersi convertita all’islam o, al buddismo o al pastafarianesimo, trattandosi di un DIRITTO che è garantito dall’art. 19 della Costituzione. D’altro canto anche il Papa dichiara quotidianemente, urbi et orbi, di essere cattolico e fa propaganda del Cattolicesimo per far credere che la sua religione è la migliore del mondo. E lo fa addirittura dalla RAI Tele-Vaticano in regime di assoluto MONOPOLIO: una vero VERGOGNA! Infine, per quanti sforzi di fantasia faccia, non riesco a capire quale sarebbe la “regia pericolosa” che vi sarebbe dietro la conversione di Silvia Romano. Forse un colpo di stato che porterà gli islamici alla dittatura in Italia?

Muhammad Cristian Farano:

Signor Tosi ,da musulmano non esulto né altro per questa conversione alla fede musulmana di Silvia Romano, ho espresso un dubbio circa una possibilità di conversione sincera,poi non goustifico i jihadisti, i musulmani sono vittime dei jihadisti anche loro, su questa conversione attendo di capirci qualcosa im più, per il resto bon esulto o faccio vivisezione della ragazza, e non giudico .....auguri

Norman:

Ottima analisi. complimenti ..... w la laicità Norman --------------------------------------------------------------------- --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Egregio sig. Norman, la ringraziamo di averci scritto. Desideriamo informarla che, di solito, non pubblichiamo commenti anonimi. Ma, essendo lei un nuovo lettore, facciamo un’eccezione, pregandola di indicarci nome, cognome e indirizzo e-mail. In futuro, qualora volesse apparire soltanto con il nome, noi rispetteremo il Suo desiderio di rimanere parzialmente anonimo. Cordiali saluti. La redazione di italialaica.it