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UNA SCONFITTA PER L’EUROPA LAICA

Di Francesco Introzzi | 27.08.2018


Il braccio di ferro tra il governo nazionale italiano di Giuseppe Conte, la magistratura nazionale italiana nella persona del procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, e la Commissione europea, nella persona del commissario alla migrazione, Dimitri Avramopoulos, si è - per ora - risolta con l’intervento politico della CEI, Conferenza episcopale italiana, dell’Irlanda e dell’Albania.

I due leader lega-stellati hanno manifestato una loro grande soddisfazione in quanto tutori di una “sicurezza sociale” minacciata dalla presenza di una “migrazione esorbitante”.

In realtà, il fatto stesso che l’esito dell’operazione abbia comportato una situazione di duro scontro con le “istituzioni euro-unitarie” – con la classica miopia di una politica anti-europea puramente elettoralistica – non può essere valutata positivamente se non dall’alleanza lega-stellata. Invece è chiaro che - dal punto di vista della consistenza politica dell’Unione europea - il risultato dobbiamo giudicarlo come assolutamente pessimo.

In questa situazione, dal momento che senza Unione Europea nessuno Stato nazionale europeo può ragionevolmente pensare di tenere aperto un varco verso il suo futuro, dobbiamo renderci conto che la triade Conte-Di Maio-Salvini ha portato a casa una “vittoria di Pirro”, ovvero, come dice il commissario europeo Dimitri Avramopoulos, noi italo-europei ci siamo dati “la zappa sui piedi”.

(Dimitri Avramopoulos: I politici italiani devono mettere fine al gioco delle accuse, attaccare l’Ue significa spararsi nei piedi. Alcuni responsabili di governo per ragioni di politica e consenso interno si comportano in modo poco responsabile mentre sui migranti è necessario andare avanti tutti insieme, oppure il progetto europeo è a rischio”.)

La soddisfazione di Luigi Di Maio per l’elemosina della CEI allo Stato italiano è il massimo di un’umiliazione che rasenta l’abdicazione alla dignità della Repubblica italiana.

La modesta Irlanda (cattolico-laicizzanda) e la piccola – islamica – Albania hanno dovuto intervenire per supplire alle deficienze finanziarie della nostra Repubblica! Ma dov’è il motivo della soddisfazione nazionale?

In che mondo vive il signor Salvini? In queste miserande circostanze, dovrebbe cercare di salvaguardare un minimo di rispetto dei diritti civili degli immigrati per non azzerare del tutto la dignità civile di noi italiani nei confronti dell’opinione pubblica planetaria.

Che poi i politici italiani in generale abbiano tanto la coscienza pulita da poter imputare a Salvini la responsabilità di una gestione malaccorta dei confronti con il fenomeno della bomba demografica mondiale e di rapporti conflittuali endo-europei: questo non è ammissibile. Dell’attuale situazione è responsabile il sistema partitocratico insito nella Costituzione del 1948. Il fatto di non averla progressivamente migliorata – e anzi di aver addirittura provato a peggiorarne i limiti di democraticità definiti dai costituenti (articolo 1, comma 2, secondo periodo della Costituzione) - non può essere imputato a un governo da poco varato.

Sono i vecchi partiti di massa della prima repubblica ad aver sistematicamente disatteso – per salvaguardare condizioni di limitatezza della democraticità del paese – le esigenze socio-culturali (anti-dogmatiche) di un paese assetato di libertà e obbligato ad assumere, proprio per questo, sempre maggiori spazi di responsabilità civile.

3 commenti

Giuseppe:

La separazione del concetto di peccato da quello di reato, la separazione dello Stato Italiano dalla Chiesa cattolica non sono quasi mai esistita, tranne in brevi periodi anticlericali. Ed intendo per anticlericali nell'accezione nobile, condivisa anche da credenti (pochi). Mi piace ricordare Cavour, il primo Garibaldi, e... guarda, guarda il cristiano De Gasperi che seppe "disobbedire" alle volontà del Pontefice del momento. Poi, forse qualche ripresa con Spadolini, apparentemente con Craxi, indi più nulla. Anche coloro che si dichiarano indifferenti o non credenti subiscono la cultura dominante che li conduce a considerare persone per bene quelle che non dimenticano i precetti della chiesa e nella maggioranza dei casi senza sapere che lo sono e che con la loro "illusa" indifferenza fanno i giochi del potere esercitato sulle loro coscienze, il più difficille da riconoscere e quindi dal quale liberarsi.

Elisabetta Salvini:

Non sono parente del Salvini al potere, mi dispiace se leggendo il mio cognome potete aver equuivocato e pensato ad una difesa d'ufficio del "Grande". Mi è piaciuto l'articolo, spazia in modo chiaro sulla situazione italiana, e non, del momento e le considerazioni che ne trae sono da me perfettamente condivisibili. Complimenti

riccardo:

Perché non ammettere e dire che la maggioranza degli italiani è d'accordo con la politica sui migranti di un Salvini che per tutto il resto non sopportano? Perché non ammettere che è stato il servilismo nei confronti di Chiesa e Papa di un PD cieco politicamente a portare Italia ad una situazione scandalosa? Senza questo nulla cambierà, la realtà e quella e nascondersela on seve a cambiare questa scandalosa e pericolosa situazione cui, ripeto, ci ha portato un PD che anche per questo non potrà riprendersi.