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A PROPOSITO DI REGOLE PER L’IMMIGRAZIONE…

Di Renato Piccini | 17.07.2018


Il rosario e il vangelo erano il simbolo su cui si emettevano le condanne dell’inquisizione contro gli eretici.

Sarà per questo motivo che anche Salvini li usa contro gli “eretici” (musulmani e no) che hanno l’ardire di entrare in Italia mettendo a rischio la nostra “civiltà occidentale e cristiana”?

I “fatti” sembrano dimostrarlo.

Inquisizione significa soprusi, carcere, torture, condanna a morte…

La politica sull’immigrazione dell’attuale governo italiano (e non solo) significa soprusi, carcere, torture… nei paesi - soprattutto la Libia - attraversati da questi pericolosi “eretici”, sino alla morte nelle acque del Mediterraneo e della nostra indifferenza, nei deserti di sabbia e di egoismo dove agonizza ogni traccia di coscienza, umanità, solidarietà, rispetto per la vita.

Ma, si sa, gli “eretici” non hanno alcun diritto.

Nei manuali del XIII secolo per gli inquisitori, tra le tante altre norme, si afferma: «È meglio che muoiano cento persone innocenti che un solo eretico rimanga in libertà».

È la stessa logica di oggi.

L’allora ministro Calderoli scandalizzò tante persone (ahimè, non un numero sufficiente!!!) quando affermò che “non si deve piangere per chi muore in mare, ma per chi riesce a toccar terra in Italia”.

La commozione per i tanti Aylan in maglietta rossa che raggiungono troppo tardi la terra, è solo cinismo… sono uccisi dalle nostre leggi e dalla politica dei “poteri forti”, ma anche da tanta “gente per bene” alla quale non interessa conoscere, informarsi al di là dei luoghi comuni, che dimentica il passato dei nostri padri fatto di esilio e ingiustizia.

Tra quei bimbi e bimbe ci potrebbe essere in fieri un pericoloso (e forse tanti) criminale! Non dobbiamo farci commuovere dalla loro attuale fragilità e innocenza… cresceranno! Il loro pericolo è nascosto come nel germe del seme c’è la pianta futura… e non è sempre una pianta buona!

In Guatemala, negli anni della “violencia”, l’esercito aveva l’ordine di uccidere tutti, senza lasciare testimoni dei tanti massacri, senza risparmiare nemmeno bambini e bambine perché si doveva “sterminare il seme” dei pericolosi “sovversivi” che lottavano per la libertà e la dignità, “eresie” estremamente dannose per il sistema e il potere.

La parlamentare israeliana Ayelet Shaked, in tempi ben più recenti, afferma la necessità di eliminare tutti i palestinesi, le madri palestinesi “per evitare che continuino a partorire serpenti”.

Sono espressioni aberranti e inumane che può concepire ed esprimere chi è accecato da odio e disprezzo e si nasconde dietro una fede religiosa fanatica e integralista.

Una perdita di ogni senso di umanità che nessun dio, nessun credo, può giustificare… ma ci si serve proprio di dio per dare maggior forza alla violenza delle parole e delle azioni, per circondarle di quella sacralità che scalza dubbi e perplessità; un dio che diviene fonte di violenza ed esclusione, che giustifica i più grandi delitti contro la dignità di ogni uomo e donna.

Nella storia non esiste un dio cattivo come giustificazione e alibi per odio e morte, né un dio buono (anche se una fede può aiutare) garante del positivo che si sviluppa nel mondo: la storia è fatta dalla coscienza umana universale, fondata sulla libertà e sul rispetto di ogni persona per costruire un futuro dignitoso.

Può essere utopia, ma il percorso dell’umanità è fatto di sogni, di utopie, di speranze che sono diventate piccole e grandi storie.

Credere fermamente nella possibilità di “sovvertire” l’oscurità di oggi, è possibile, può divenire realtà, il primo passo perché la dignità umana si faccia storia.

2 commenti

michele:

INSEGNARE L'ILLUMINISMO SEMPRE E' LA FONTE DELLA CIVILTA'

Francesco Introzzi:

Cuneo, 31 agosto 2018 Trascrivo:"per gli inquisitori, tra le tante altre norme, si afferma: «È meglio che muoiano cento persone innocenti che un solo eretico rimanga in libertà». È la stessa logica di oggi." A suo tempo cattolici e protestanti si facevano inquisitori e rosticcieri tra di loro. Occorre che gli eretici si facciano "chiesa della libertà" perchè è il loro libero confronto e il loro generale collaborare alla comune civilizzazione a produrre la loro "civile comunanza". Francesco Introzzi f.introzzi@alice.it