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COPIA CONFORME… DI CHE COSA?

Di Alessandro Chiometti | 31.03.2018


Che bella la Pasqua… ce ne vorrebbero di più di feste così ultrareligiose nel corso dell’anno, per risollevare il morale di anticlericali come noi.

Infatti al di là delle sfilate horror di flagellanti, crocifissi, penitenti e quant’altro, è il momento in cui il fanatismo religioso, che crede molto più nei feticci che in eventuali divinità universali, dà il meglio di sé.

Ed ecco cosa troviamo nel nostro uovo anticlericale, un convegno meraviglioso nella piccola-ma-non-troppo città di Todi (PG) sulla Sindone di Torino. Detta anche “la regina delle patacche”.

http://tuttoggi.info/volto-sulla-citta-todi-la-sindone-protagonista-dal-17-marzo-all8-aprile/444270/

Patacca, sì! Perché fino a quando il buon senso dei papi fino a Giovanni Paolo II l’aveva relegata al rango di “icona” nessuno poteva dir nulla se non ricordare quanto già si sapeva sul suo conto, ovvero: “manufatto artigianale del XIV secolo circa”.

Ma Benedetto XVI, all’anagrafe Joseph Ratzinger, non contento dei danni politici e di immagine causati alla sua Chiesa Cattolica (non basteranno tre papi franceschi per recuperarli) decise di dare il meglio di sé rinominando la Sindone di Torino, contro ogni evidenza razionale, “reliquia”, ed allora, correttamente e razionalmente, si può parlare di “patacca”. Ovvero di un artefatto volto ad ingannare la gente, visto che scientificamente il discorso sull’autenticità della Sindone di Torino è chiuso da tempo, come testimoniano tutti gli studi scientifici, storici e teologici fatti da non-sindonologi e riassunti in maniera ottima sul numero di MicroMega 4/2010 “L’inganno della Sindone”.

I Sindonologi dicono cose diverse? Ovvio, così come gli omeopati dicono che l’omeopatia ha effetti che superano l’effetto placebo e così come i negazionisti dell’olocausto dicono che non sono mai esistite le camere a gas, del resto come diceva Upton Sinclair è “difficile far capire qualcosa ad una persona, quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla”.

Tornando al convegno umbro è davvero fonte di ispirazione per la satira leggerne il programma. Vediamo alcuni imperdibili incontri.

In prima assoluta, il Medico legale Pierluigi Baima Bollone presenterà finalmente le nuove immagini realizzate con le apparecchiature microscopiche più moderne dopo la revisione dei celebri prelievi del 1978.

Se si parla di “celebri prelievi” a proposito della Sindone non ci si può che riferire al 1988 quando l’esame del radiocarbonio stabilì definitivamente, confermando tutti gli studi indipendenti fatti fino ad allora, che il lenzuolo risale al tardo medioevo. A meno che non ci si riferisca al prelievo della polvere fra sindone e tela d’olanda posta dietro la stessa, prelievo davvero sconosciuto ai tutti se non ai diretti interessati, il che quindi appare improbabile. Refuso del giornalista? Può darsi, ma  allora  “revisione” di che cosa? Non c’è mai stata nessuna revisione di nessun “celebre rilievo” come scrive il giornalista.

[…] milioni di pellegrini cattolici ma anche ortodossi, protestanti, ebrei, mussulmani e non credenti.

Semmai i pellegrini erano “non pensanti”, in ogni caso chi glielo dice alla “redazione” di questo fantastico giornale on line che i Protestanti hanno da sempre rifiutato il culto delle reliquie?

Poi dopo un turbinio di nomi altisonanti in cui spicca per competenza scientifica Pippo Franco, ecco il messaggio del Sindaco di Todi (Antonino Ruggiano, contiguo anche a Casa Pound) in cui prende al balzo l’occasione per l’attacco alla Regione di fazione politica avversa.

“Dedicare l’avvio della primavera e quindi della stagione turistica della nostra città alla Sacra Sindone sembra quasi uno scandalo, in una Regione che troppo spesso si è dimenticata della propria storia e di come sia stata plasmata dalla figura di Cristo. Come dimenticare che, solo qualche tempo fa, nella Regione che ha dato il Patrono d’Italia ed il Patrono di Europa, si è deciso di escludere dallo Statuto ogni riferimento al Cristianesimo? Eppure, a prescindere dalle singole convinzioni personali, di certo non si può negare che il nostro animo, la nostra essenza, il nostro intimo sia permeato dalla esperienza di Cristo e del cattolicesimo.”

Proprio quel che si dice laicità dello Stato e delle Istituzioni, in barba a Grozio e ai liberali che pure dovrebbero essere in Forza Italia, dicono. Inutile in questa sede stare a sottolineare quanto scritto dal Sindaco incompatibile non solo con la Costituzione dello Stato, ma anche con il buon senso: discorsi vecchi sui quali rimane valido il detto di Upton Sinclair già citato.

Ma il pezzo forte delle tre settimane di studio è l’esposizione, udite udite di “una copia della Sindone conforme all’originale”. Avete letto bene (ed è scritto anche sulle locandine pubblicitarie) Copia della Sindone conforme all’originale.

Falsa come quella vera! Verrebbe da dire citando il Prof. Luigi Garlaschelli che aveva mostrato a tutti pochi anni fa come produrre delle sindoni con le stesse caratteristiche di quella di Torino (che tutti dicevano irriproducibile) scatenando le ire dei sindonologi.

Ora di fronte all’immagine che al Duomo di Torino esista un apposito ufficio in cui il diligente funzionario (pagato con l’otto per mille?) decida su quale riproduzione apporre il timbro “COPIA CONFORME” e quale no, il nostro intelletto grida davvero basta.

Verrebbe voglia di andare a vedere questa strana moltitudine di sindonologi che si esibiranno in un mix superbo di superstizione e pseudoscienza; lo faremmo giusto per soddisfare quel gusto del voyeurismo umano che porta sempre a guardare chi si prende a schiaffi in faccia a causa del suo masochismo.

Ma vale sempre ricordare gli immortali versi che risposero alla domanda “chi è che si lamenta così forte? "Dicerolti molto breve,/ Questi non hanno speranza di morte,/ e la lor cieca vita è tanto bassa, che ’nvidïosi son d’ogne altra sorte./ Fama di loro il mondo esser non lassa;/ misericordia e giustizia li sdegna: /non ragioniam di lor, ma guarda e passa".

Per contattare l'autore:  info@civiltalaica.it

3 commenti

Fabio Neutri:

Da sempre le "frodi pie", sono dette "pie" proprio perchè sono fatte per ottenere qualche cosa di positivo quando non si ha altro metodo se non quello di creare o di interpretare dei fatti altrimenti neutri. Non si può irridere la fede di un popolo che in seguito ad eventi miracolosi migliora la propria esistenza e contribuisce ad aiutare il prossimo. Che quegli eventi non siano sempre miracolosi, almeno secondo il normale significato, ha poca importanza qualora tutto ciò produca fatti positivi. Ed in questo caso come non considerarli dei "miracoli"? Come si può essere certi che i "miracoli" non esistano? Siamo certi che la scienza non possa sbagliare? E' provato che la scienza ha fatto marcia indietro su molti fenomeni da lei prima considerati certi. Tanta presunzione, tanta certezza non sono atteggiamenti laici, voi non siete cultori del dubbio? E se sì anche voi avete i vostri culti.

Sabina Sereni:

Il precedente commentatore è un po' confusionario, invece il testo a me sembra garbatamente spiritoso nel denunciare l'abuso della creduloneria dei fedeli. Sarebbe meglio se la Chiesa cattolica considerasse tali esibizioni un fatto tutto culturale e di derivazione antichissima, pre-cristiana, invece se ne appropriò in tempi passati. Ma allora poteva anche avere un senso (anche se non certo nobile) Adesso invece dovrebbe riconoscere tali riti ancestrali esattamente come sono. Lo so che è difficile dire alle genti che la religione e la Fede sono tutt'altra cosa, ma serebbe certamente più corretto per la reigione stessa. Liberate dallo speudo sacro cristiano assumerebbero tutta la dignità che della tradizione mitica.

Sandro Di Paola:

Non è corretto fare sarcasmo su ciò che non si condivide, lo si contesta sul piano delle idee. Però il testo è spiritoso quindi l'autore è perdonato. Invece, per quanto riguarda il giudizio su Ratzinger non sono convinto che abbia nuociuto alla Chiesa più di quanto ha fatto il papa "santo subito". In quanto a papa Francesco, vedremo, intanto dobbiamo notare che dice ciò che la gente ama sentire, vedremo