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FERMO IMPEGNO PER LA NOSTRA "EUROPA DEI POPOLI", CIOE' REPUBBLICANA, FEDERALE, PACIFICA

Di Lidia Menapace | 27.12.2017


E' mia ferma opinione che non dobbiamo lasciare che tramonti il disegno di un continente europeo politicamente unificato, e che questo disegno comporti analisi approfondite della storia del nostro cruento continente, e discussioni su come possa e debba prendere e mantenere e consolidare le distanze dalle sue terribili vicende recenti (la prima e la seconda guerra mondiale, gli orrori del nazifascismo, il colonialismo e neocolonialismo ecc., ecc.)

Non possiamo sempre presentarci sulla scena politica internazionale come se fossimo delle verginelle che cantano begli ideali e forti egoismi. Serve dunque innanzitutto un giudizio sulla nostra storia recente.

II pensiero federalista europeo (in Italia soprattutto Altiero Spinelli) è il primo importante segnale in controtendenza dopo gli orrori della seconda guerra mondiale: da lì bisogna ricominciare. Infatti gli stati nazionali europei sono diventati oggi il massimo ostacolo alla costruzione dell'Europa che vogliamo, l'Europa dei popoli, nella quale risiede appunto la sovranità popolare, non statale. E ogni relazione tra popoli contenuti da confini che non rispettano le caratteristiche dei popoli stessi non può che produrre ritorni al passato più nefasto (come si vede dalla risorgente cultura neofascista e neonazista) o arresti violenti verso la sovranità popolare là dove si manifesta.

Come si sa nessun confine é "naturale". I popoli si insediano o sviluppano in vicende culturali economiche sociali profonde, che riescono ad andare oltre la corazza delle ideologie più violente e negatrici di libertà: sul confine di ogni grande o piccolo stato europeo vivono popolazioni simili: riconoscere ciò significa avviare appunto l'Europa delle sovranità popolari, dei popoli che si chiamano baschi valloni alsaziani tirolesi sloveni per citare i primi che mi vengono in mente, senza dimenticare Scozzesi Irlandesi ecc., ecc. Si vuole che ripartano culture nazionali dei popoli oppure che si insista sulla sovranità statale: sui popoli o sugli stati? Dopo la Catalogna è giusto chiedere a vari popoli inscatolati in confini stabiliti solo dalle guerre, se mai non sarebbero contenti di avere un articolo come il nostro secondo comma dell'art.11 che propone revisioni reciproche e consensuali dei confini nazionali. E’ ora tempo di ripercorrere il nostro passato statalista e nazionalista, per imboccare il terreno delle libere regioni sovrane federate, che non possono farsi guerre. Questa è l'Europa che vogliamo. lidia

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Un commento

elisabetta ponderini:

Sempre lucida, puntuale, precisa e battagliera la signora Lidia Menapace. Donna che si è forgiata nella resistenza in età quasi adolescenziale.