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GIOVANNI FRANZONI, UN CAMPIONE DELLA LAICITÀ DELLE ISTITUZIONI

Di Marcello Vigli | 15.07.2017


[ITALIALAICA PUBBLICA - ASSIEME A CRITICA LIBERALE - QUESTO RICORDO DI FRANZONI]. UOMO DI PROFONDISSIMA FEDE È STATO SEMPRE AMMIRATO DA NOI  PER IL SUO RIGORE LAICO. LO ABBIAMO AVUTO VICINO DAI TEMPI DEL "MANIFESTO LAICO", PER ARRIVARE, ATTRAVERSO "SOCIETÀ LAICA E PLURALE, "LABORATORIO LAICO" E MOLTO ANCORA,  ALLA RECENTE ADESIONE DELL'ISTITUTO DEI LAICI ITALIANI.

DA LAICI, LO ABBIAMO SEMPRE AMMIRATO PER LA SUA CONVINZIONE CHE SI POTESSE ESSERE UOMINI DI FEDE RELIGIOSA MA AVVERSI AL CLERICALISMO E AL POTERE ECCLESIASTICO. È STATO CON NOI IN MOLTI EVENTI IN CUI LA SUA SAGGEZZA, IL SUO CARISMA E IL SUO RIGORE SONO STATI AL SERVIZIO DELLA LAICITÀ.

IN PAESI NON CLERICALI, COME INVECE È IL NOSTRO, FRANZONI SAREBBE STATO MENO MISCONOSCIUTO E NON RELEGATO IN AMBIENTI RISTRETTI.

RIPOSI IN PACE. [m.s., e.ma.]

Giovanni Franzoni ha vissuto da protagonista i suoi lunghi anni di cristiano e di cittadino, nei diversi ruoli ricoperti nella Chiesa, senza che i media prestassero molta attenzione al suo operato, se non nei momenti conflittuali. Per questo, solo nel ricordo che ne sta emergendo dai messaggi di quanti lo hanno conosciuto, emerge la complessità del suo impegno di cui è difficile cogliere l’ampiezza.

Primaria resta la sua scelta di coinvolgersi, quando era ancora abate, nella ricerca emergente fra i cattolici che, fedeli alla radicalità del messaggio conciliare, si sentivano chiamati ad assumersi diretta responsabilità nella costruzione della Chiesa come comunità evangelizzante.

Divenne così punto di riferimento per quelle che si chiamarono Comunità cristiane di base, nella loro scelta di rifiutare le condizioni privilegiate concesse alla Chiesa italiana dal regime concordatario, esplicita nel loro primo convegno nazionale e che ha poi continuato ad ispirare il loro impegno nella costruzione di un modo nuovo di essere chiesa.

In questa prospettiva le sue scelte politiche furono ispirate al sostegno del diritto della Repubblica di introdurre nella sua legislazione gli istituti del divorzio e dell’aborto, pur non considerandoli compatibili con l’etica cattolica. Dalla condanna di questa netta distinzione derivarono le sanzioni impostegli dall’autorità ecclesiastica.

Faceva paura, a chi continuava a credere in una Chiesa concordataria, che il tema della laicità fosse declinato all’insegna della piena responsabilizzazione dei cattolici, chiamati a non prevaricare nella loro partecipazione al processo di costruzione di una società solidale fondata su principi e valori da tutti condivisi.

Per questo Franzoni può essere collocato a pieno titolo fra quanti hanno contribuito alla promozione della laicità nella società italiana meritando il loro consapevole ricordo.

UNA NOTA SU GIOVANNI FRANZONI

Un maestro, un profeta, un padre, un cristiano coraggioso, un annunciatore intenso ed appassionato del Regno di Dio, un profeta del nostro tempo...

Giovanni Franzoni è stato certamente tutto questo per noi delle comunità cristiane di base italiane e per tutti e tutte coloro che lo hanno avuto compagno di riflessione, di elaborazione e di lotta per tante battaglie civili e umane che gli hanno procurato provvedimenti repressivi da parte di una gerarchia patriarcale e anacronistica.

È stato per noi anche un amico e un prezioso compagno di ricerca, per un cammino di fede solidale e senza confini che, lontano dalle sponde sicure del potere e dei dogmatismi, si è spinto con coraggio in mare aperto per realizzare quella "chiesa dei poveri" che tanto lo affascinava. Non tentiamo neppure di fare un elenco delle iniziative di cui si era fatto promotore e a cui collaborava con competenza e impegno.

La sua profonda preparazione biblica e teologica, unita ad un attento interesse per le ricadute sulla vita delle persone delle ricerche scientifiche, ci ha aiutato negli anni ad affrontare con coraggio i problemi urgenti posti all’umanità – e a noi – dalla violenza del sistema capitalista e patriarcale.

Con Enzo Mazzi, Martino Morganti, Ciro Castaldo - e tanti e tante che semplicemente non sono così famosi/e – ha saputo leggere i “segni dei tempi” con più coerenza di tanti loro predicatori e ci ha incoraggiati/e e sostenuti/e nel percorrere strade nuove per cooperare a "rimettere al mondo" il mondo.

Lo ricorderemo sempre con immenso affetto e, soprattutto, ci impegniamo a far tesoro dei suoi insegnamenti e del suo esempio di vita.

Con queste emozioni e con questi sentimenti esprimiamo alla sua famiglia e alla sua comunità tutto il nostro affetto solidale e partecipe.

La Segreteria tecnica nazionale delle CdB italiane

Pinerolo (TO), 13 luglio 2017

 

Un commento

Mirella Sartori:

Giovanni Franzoni, amico e maestro, è stato anche un marito. Non dobbiamo dimenticarlo. Alla moglie giungano da parte mia, da donna, le condoglianze più sentite.