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I GIORNI TERRIBILI DEDICATI AL PENTIMENTO

Di Tiziana Ficacci | 12.09.2014


Riprendiamo il nostro viaggio culturale all’interno del mondo ebraico proponendo ai nostri lettori il significato del prossimo mese di Tishrì.

 

I dieci giorni che vanno dall’1 al 10 del mese di Tishrì sono noti come i giorni terribili, dedicati al pentimento (teshuvà), giorni in cui nessuno sa cosa accadrà nel futuro, perciò fiduciosi scettici e dubbiosi, cominciano l’anno con pensosi esami di coscienza chiedendo perdono e perdonando, saldando debiti economici e morali.

Dieci giorni caratterizzati dall’introspezione e dal tentativo di ripristinare l’armonia tra l’uomo e i suoi simili. Nei primi due giorni del mese, il capodanno (Rosh ha Shanà, quest’anno il 24 e il 25 settembre) si ricorda l’inizio del mondo, secondo la tradizione ebraica l’atto creativo di D-o. Rituale della ricorrenza è la cena durante la quale si benedicono i frutti della terra (porro zucca…) e dell’aria (dattero, melograno…) che rimandano alla natura nomade del popolo ebraico, oltre all’uso di cibi zuccherini, mele intinte nel miele ad esempio, per augurare e augurarsi un anno dolcissimo L’apice del periodo penitenziale si ha il 10 di Tishrì con il digiuno di yom Kippur (giorno dell’espiazione quest’anno dal tramonto del 3 al 4 ottobre).

Per chiedere perdono a D-o  e forse ottenerlo, è però necessaria prima la riconciliazione con i propri simili ai quali spesso abbiamo mancato di rispetto. Il digiuno ha la funzione di rendere l’animo dispiaciuto per gli errori commessi e per convincerci a non ricadere nell’errore.

La giornata trascorsa nel raccoglimento e nella riflessione, per i più pii tutto il giorno in sinagoga, si conclude per la gran parte degli ebrei al tempio. Infatti anche il cuore più indurito trema al richiamo dello shofar,  il corno d’ariete dai suoni cupi e penetranti, il corno dell’animale che fu sacrificato da Abramo al posto del figlio Isacco, eliminando per la prima volta i sacrifici umani dalla storia dell’umanità.

Sentendo quel suono anche lo scettico e il dubbioso cerca riparo sotto il talled (scialle di preghiera) ospitale degli anziani per la beracah (benedizione), viatico indispensabile per il nuovo anno.

Dieci giorni terribili di cui l’ultimo passato con lo stomaco vuoto, hanno bisogno di un caldo conforto: un caffè con gli amici e i parenti ritrovati e, a Roma almeno, il tradizionale brodo di pollo e manzo bollito con sedano e sughino roseo, con la fiducia che anche l’anno che inizia lo sia.

Shana Tovah u’metukah (buono e dolce anno nuovo), a tutti i lettori, perché un augurio in più è un dono prezioso e fa sempre comodo.

 

5 commenti

martina franca:

Bello, molto bello. Scritto cosi' si puo' pensare che la religione renda migliori gli esseri umani, ma... purtroppo non e' vero. Anche gli ebrei hanno saputo e sanno essere bellicosi e violenti. Nessuna religione mette al riparo dalla violenza e non mi pare una giustificazione dire che accade quando questa e' tradita. Posso pero' riconoscere all'ebraismo la mancanza di desiderio di conversione, il che non e' poco in confronto a chi ha ucciso e uccide chi considera un infedele.

Tiziana :

Certamente non voler convertire è fondamentale. Tra le migliaia di religioni mi sembra che solo l'islamisno e il cristianesimo pensano di avere la verità assoluta e dobbiamo temerle e tenerle lontano dal loro scopo che è quello di essere branca della politica. Personalmente temo molto il papa attuale che, più del suo predecessore , sta camminando su questa strada.(peraltro sapintemente tracciata dal Ruini che Giovanni paolo II apprexzzava molto) Intanto imponendo furbamente il cattolicesimo come stile di vita e non una religione. Dell'ebraismo mi sento di dire che almeno non si pone come stile di vita al di fuori della propria comunità e che le vioenze di cupi parlaùi non so quale siano. Se ti riferisci ad Israele - paese dove vivono anche molti ebrei - le questioni non sono di ordine religioso Qui ripeto, forse già l'ho scritto da qualche parte, la raccomandazione rabbinica "sii un buon ebreo nella tua capanna e un buon cittadino fuori dalla capanna".

Rabito :

L'articolo è bello ben scritto e secondo me un utile indirizzo anche per lo scettico e il dubbioso. Bello, brava. Concordo con Tiziana anche sul fatto che le tante guerre di Israele non sono mai state di caratterereligioso.

martina franca:

certo che mi riferisco ad Israele e non soltanto e quelloodi oggi, ma quello dopo l'Esodo e via dicendo. Ma non ho detto che quelle di Israele sono guerre di religione, ho soltanto notato che coloro che hanno elaborato una religione che non impone stili di vita a chi non è al suo interno,, una religione di alta spiritualità, di altissima elaborazione sociale (vedi il riequilibrio dei beni ogni 7 per 7 anni, ecc.), che non prevede proselitismo, non si sono comunque messi alriparo, con la loro religione dalla possibilità della violenza.infatti per me anche l'ebraismo, che considero indubbiamente la migliore delle tre religioni di Abramo, non è comunque una garanzia.

Lucilla :

@ Martina Franca Tutto sommato per fortuna. L'uomo in fondo è più importante del pensiero dimassa Comunque ho aprrezzato tutta questa serie di articoli curati da Tiziana sulel feste ebraiche trovandoci molti spunti per chi non è religioso al contrario degli insegnamenti evangelici