NATALE E EPIFANIA : FESTE DELLA LUCE E FESTA DELL'EPIFANIA IN ORIENTE. COME NASCE LA FISSAZIONE DEL NATALE CRISTIANO IN OCCIDENTE

Di | 22.12.2006


È la concorrenza, in quei tempi, con i culti pagani e non la certezza che Gesù fosse nato proprio in quel giorno, la prima causa delle due feste cristiane: a celebrazioni antiche della "nuova luce" i cristiani del secondo periodo hanno dato due risposte: l'Epifania e il Natale.

Scheda a Cura del "Gruppo laico di ricerca" http://digilander.libero.it/gruppolaico/



La festa liturgica della nascita di Cristo è sconosciuta ai cristiani durante i primi tre secoli: la Chiesa antica ha riconosciuto una sola festa: LA PASQUA, come celebrazione della morte e della resurrezione di Gesù, che divenne il Giorno del Signore, la domenica, in cui veniva celebrato lo stesso mistero. Soltanto durante il IV secolo si comincia a celebrare la nascita di Gesù. In Oriente il 6 gennaio, in Occidente il 25 dicembre ma senza alcuna pretesa di riferirsi ad una datazione precisa. Nei due casi è l'esistenza di una festa pagana precedente d'inizio anno solare e di cambiamento di tempo che spiega la fissazione della festa cristiana.



FESTA DELL'EPIFANIA IN ORIENTE

Esiste già dal 239 a. C.. in Oriente, la festa del "solstizio d'Inverno", festa chiamata "della luce che cresce, della nascita del Sole. Dato il calcolo allora approssimativo del tempo siderale e degli anni bisestili, sotto il regno di Tiberio (I sec. d.C.) il solstizio d'inverno veniva celebrato, ad Alessandria e in tutto il vicino Oriente, verso il 6 gennaio del calendario giuliano. I greci di Alessandria celebravano, la notte dal 5 al 6 gennaio, la nascita del Tempo ( Aion) per mezzo di una grande processione di fiaccole, cantando questo cantico: " La vergine ha partorito, la luce aumenta, la vergine ha partorito l'Aion". Fra l'ellenizzazione di vecchi riti dedicati ad OSIRIDE, divinità solare egiziana: celebrare la nascita del Sole insieme a quella del Tempo Nuovo, dellAion. Tale festa portava già il nome di EPIPHANEIA ( manifestazione). Altri riti locali così celebravano: " La Vergine concepisce, porta in seno e dà alla luce un figlio, non carnale e corporeo" ( rito nisseno-greco). Si credeva, in Egitto, che il giorno del solstizio, in cui la luce aumenta, le acque del Nilo avessero un particolare potere magico di guarigione. Quel giorno era pieno di miracoli e dalle sorgenti sgorgava vino invece di acqua. Quindi questa festa veniva definita: photà, festa delle luci; ghenethlìa, una nascita; epiphaneia, manifestazione di Dio sulla terra. I cristiani d'Oriente con la festa dell'Epifania celebrano non tanto la nascita ma il battesimo di Gesù nel Giordano, prima vera manifestazione di Cristo al mondo, a cui si aggiunge, dal IV secolo su influsso Occidentale, la commemorazione della Nascita di Gesù, celebrata la notte precedente, così come i greci celebravano la nascita dell'Aion. Quindi nascita di Gesù, nella notte tra 5 e 6 gennaio e festa del suo Battesimo, il 6 gennaio. Si aggiunge anche il racconto delle nozze di Cana e del primo miracolo di Gesù e della moltiplicazione dei pani. Gesù si mostra con dei miracoli, per rispondere nello stesso tempo alla vecchia credenza pagana dei miracoli effettuati in quel giorno dal "sole che nasce". Poi si giunge al tema della nascita di un BAMBINO DI LUCE. schema di tutte le feste pagane del solstizio d'inverno, che ha al centro la profezia d'Isaia 9,1-6: la gioia prorompe perché : " ci è stato dato un figlio, un bambino è nato per noi". E' lo schema rituale della luce e della nascita di un Dio che si ritrova in Occidente alla base della festa del Natale.



LA FISSAZIONE DEL NATALE IN OCCIDENTE

La fissazione al 25 dicembre del Natale è stata fatta a Rorna fra il 325 e il 354, cioè dopo che una festa cristiana dell'Epifania del Signore ebbe sostituito in Occidente la vecchia festa della luce. Sappiamo dal calendario romano che a Roma si celebrava l'ottavo giorno primi delle calende di Gennaio la nascita del SOL INVICTUS e l'anniversario della nascita di Cristo a Betlemme, nelle comunità cristiane. È Costantino a decretare la nascita del Natale in Occidente. Nel 271 limperatore Aureliano aveva proclamato il culto del Sol Invictus come religione ufficiale di tutto 1'impero romano e si autodefinì come l'incarnazione vivente del dio Sole: ladorazione enoteista del Sole corrispondeva all'unica potenza politica dell'imperatore alla quale essa conferiva una sacralizzazione mai prima raggiunta. Quindi la festa della natività di Gesù costituisce, in questo cambiamento religioso ma non politico del regno di Costantino, l'antitesi cristiana alla festa pagana della nascita del Sole. Tanta più che alla stessa data i fedeli di Mitra (molto numerosi a quel tempo) celebravano anch'essi la festa della nascita del loro dio, nato dalla pietra e portatore della nuova luce, genitor luminis. I.a sera del 11 dicembre i mithraisti e altri che li imitavano, accendevano dei fuochi per aiutare il Sole a salire più in alto sopra l'orizzonte. L'unione del culto ufficiale del Sol Invictus con la religione di Mithra era particolarmente importante negli ambienti militari e aristocratici romani. Costantino, con furbizia politica, volle realizzare una simbiosi fra culto ufficiale del Sole, in cui era stato allevato e da cui si diceva protetto, il culto di Mithra e il cristianesimi che si presentava come la religione vincente e dell'avvenire; istituisce come giorno feriale non lavorativo obbligatorio il dies solis, giorno in cui i cristiani celebrano il Signore e che divenne la DOMENICA, dies dominicalis; infine sotto il suo Regno appare la festa di Natale. Nel mondo cristiano forte era il riferimento alle profezie di Malachia ( 3,20) che designava il futuro Messia come " Sole di giustizia". Come il Sole nasce e scompare ogni giorno, così Cristo, luce dei mondo, è nato, morto e risorto: da qui alcuni affreschi del tempo in cui Cristo è rappresentato su sfondo d'oro, sotto i tratti del sole che guida la sua quadriga. Anche le omelie dei Padri della Chiesa su questo giorno insistono sul fatto che " Cristo è il nostro nuovo sole" (Ambrogio) e che l'astro che i pagani venerano quel giorno non è che una semplice creatura di Dio. Pertanto la festa cristiana della natività di Gesù in Occidente, si fonda sul doppio simbolismo del sole di giustizia promesso dalla profezia di Malachia e del Verbo luce del mondo ( Gv 8,12), compimento delle profezie d'Isaia. La festa occidentale del Natale raggiunge, sdoppiandola, quella già celebrata in Oriente e Roma si sforzò, da subito, d'imporre a tutto l'impero questa festa della natività. Gia nel 386 ad Antiochia si celebrano sia il Natale sia l'Epifania. Nel 379 Gregorio Nazianzeno introduce la festa di Natale nella capitale dell'Impero, Costantinopoli.



Così il Natale perde ogni riferimento sovversivo che era insito nel suo contenuto originario e diverrà un alveo di buoni sentimenti e di pie pratiche funzionali ad ogni forma di potere. Il Gesù che nasce e fa tremare la Cittàe per il quale non cè posto negli alberghi e che viene rifiutato da subito, come appare nei Vangeli, diviene un paffuto pargoletto innocuo che sta benissimo, con i presepi, nella Città: nei parlamenti, nelle banche, nei centri commerciali, nei vaticani e nei pentagoni Uno che porta una LUCE che non si sa cosè e che, forse, deve illuminare le cose come stanno perché rimangano tali. Il potere è abile: ha rapito Gesù ( con la complicità dei cristiani del II-IV secolo fino ad oggi) e ne ha fatto una sua cifra. Gesù nei Vangeli è riconosciuto come il messiah che viene ad annunciare gli ultimi tempi dellAvvento del Regno, cioè la realizzazione della Creazione secondo il progetto di giustizia e di pace di YHWH. Il Gesù dei Natali è ben altro. Secondo il messaggio evangelico volere la salvezza-liberazione non vuol dire entrare nei presepi delle devozioni, vuol dire invece, prendere POSIZIONE STORICA accanto agli ultimi dellumanità che il Dio Biblico ( non quello delle chiese) ha scelto come luogo dincarnazione di suo figlio-messia e di cui si serve per contestare il potere degli uomini e la loro ingiustizia. E tutto questo era la LUCE NUOVA. Era







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