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CARO GIULIO (GIORELLO)...

Di Nicla Vassallo | 25.06.2020


Giulio, serio filosofo e serio amico. Dove sei, tu che mi hai sempre filosoficamente difesa? E non solo filosoficamente. Discutevo bene con te. Sei riuscito a strapparmi bei sorrisi anche nei momenti più dolorosi della mia esistenza.

E sorridevi all’idea che ci trovassimo in due medesimi volumi fotografici.

Spaziavi con tutta la libertà e fedeltà in cui riponevamo fiducia. Allievo di chi? I giornali ne hanno straparlato, stravisando il tuo punto di vista. E allora mi rileggo un superbo, nonché elegante pezzo di Antonio Gnoli su di te e che parte col ricordo del tuo perduto amico: Marco Mondadori, il padre del figlio di Simona Morini: https://www.repubblica.it/cultura/2016/09/25/news/giulio_giorello_vivo_accanto_a_filosofia_e_matematica_e_non_mi_sono_mai_sentito_solo_-148500853/

Far filosofia? Giulio era abile nello spiazzarti: ragionava e argomentava su quanto gli interessava (non era affatto un tuttologo), non meno, né oltre. Con estrema acutezza e misura. Quante talk per il pubblico ha conferito Giulio? Una miriade. Con me circa una decina, entrambi elitari, forse sì, forse no. Ma poco gli interessava, al mio pari, l’elite, rispetto al cogliere pure una minuzia del tuo o suo o nostro ragionamento.

Già: difficile, con quei suoi occhi penetranti, a tratti in linea con me, in altre occasioni congiunti a una mente, la sua, che lui stesso metteva costantemente in discussione. Ragionare per accomodare il pubblicare? Molto raramente. Diverso era non incantare le persone. Non solo dal palco, ma pure in una passeggiata. Da timido quale era, se la sua amata Simona Morini mancava, la mia “immaginazione” di Giulio parlava con me, escludendo altri e altre. Noi due assieme spaziavano, sempre muniti di ironia e parecchio cervello nonché humor, all’inglese, of course. Criticare la filosofia di Giulio non risulta tuttora affatto ingenuo e lo stesso vale al fine di far parte di quel suo circolo socratico, in cui, a differenza di Platone, il genere femminile avrebbe potuto illuminarsi.

Riferiscono che Giulio incantasse molte belle donne, col suo cervello. Non la sottoscritta, né la filosofa Simona Morini, sua amata, nonché ricambiata. In ogni caso, Giulio ha pronunciato qualcosa su una sorte di garante, da distruggere per poi ricostruire: https://www.youtube.com/watch?v=75yF_O8MVko.

Già, Giulio ha posto in discussione, con generosità, il pensiero che vi siano parecchie identità, e che le principali viaggino tra un buon fumetto, non governato da Dio, e neppure da un Dio minore. Mi parlava, nelle nostre intense chiacchierate, d'amore, nonostante non credesse nell’Uomo e nella Donna. Si era e si rimaneva entrambi precisi, e al di là dalle regole, fuori dalla sfera di una borghesia italiana, su cui lui sghignazzava, perché quella borghesia depredava le persone, senza saper volare, e, infine, senza sapere vivere.

Mi mancherai parecchio Giulio. Con Simona ci si divertiva non poco, e si imbastivano con continuità progetti, ricolmi di filosofia, innovativi: la tua complessa filosofia, libera e libertina, sganciata dall’appartenenza a scuole e vari stereotipi. E né Simona né io siamo appartenute ad alcuna scuola.

E, in una delle case di Simona (la mia casa adorata, affacciata sul mare con delizia) ti ricordo a correggere le bozze. Proprio così, benché, da un brutale sguardo esterno, tu risultassi un filosofo potente, non hai mai tradito la tua concezione di chi fa e sa fare filosofia con rigore e serietà. Pochi/e. Gli altri e le altre ci utilizzano.

Ehi, caro amico mio, cosa mai sono in grado di fare ora per te? Fantastico. Cozze? Cotte alla semplice: si aprono non su qualche balconcino milanese, puro smog. No, quale squallore! Tra i tanti pregi di Simona vi è quello di essere una superba chef, con alcune stelle, per offrirti una cena sulla ampia terrazza della casa di Sant’Andrea: dopo la correzione bozze, devi cercare la lievità.

Tornare nella superba casa di Simona, in cui, piegato su te stesso, correggevi le bozze. Mentre io mi prendo cura del giardino.  Piango, Giulio, scusami. Vedrai comunque come andranno le cose. Ma quelle bozze in quale volume?  Che stolta ero, e permango. Perdonami, geniale ragazzo mio.

Mi avevi proposto di scrivere assieme un volume sulle femmine-donne & gender, anche per spazzare via troppi pregiudizi e ignoranze. E tu sei andato via.

Proverò, sempre e con te, a insistere insieme sulle donne e non, benché tu abbia fatto tradurre Judith Butler, né io abbia un'idea di dove la navigazione ci condurrà.

Quale stupidaggine. Verso la morte.

Nicla Vassallo

 

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