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LE PAROLE DEL PAPA CI HANNO COLPITE, E STUPITE

Di UDI Napoli | 14.10.2018


iamo pronte da quando un alto esponente del movimento pro-vita detiene il ministero per la famiglia: ci aspettavamo che senza alcun bisogno di parole il messaggio agli antiabortisti sarebbe partito e si sarebbe moltiplicato il loro attivismo. Così i crociati hanno cominciato a braccare le donne, e non solo nei modi usuali dal varo della legge 194. Braccate, e non in fuga.

Le donne dell'UDI, le femministe nei movimenti, le donne dei partiti e quei i partiti che già hanno preso posizione, hanno detto che lotteranno per la libertà di compiere scelte, anche quella di interrompere una gravidanza, faranno la loro parte.

Quello che ci ha stupite è la scompostezza con la quale il Vaticano ha inteso rafforzare la campagna politica antiabortista. Il Papa non ci ha chiamate peccatrici, ma incivili, non ha detto che i medici sono peccatori, ma sicari. Ci ha descritte come assassine, per di più incapaci di assumere responsabilità, perché demandano "il crimine" ad altri. Non è un caso che abbia usato questo linguaggio, esterno alla religione, perché il suo obiettivo non è quello di diffondere i suoi fini spirituali, ma invadere con violenza i compiti della politica laica. Un linguaggio preso in prestito a categorie secolarizzate, il che è segno insieme di arroganza e debolezza di fronte alla forza morale delle donne.

La chiesa e le chiese vivono di un credito costruito sul lavoro e il sacrificio obbligatorio delle donne. Dei nostri bambini, in molte, siamo state private, usate come fattrici, per l'intervento di mani benefiche non troppo lontane da quelle dei sacerdoti e quelle parole "secolarizzate" assordanti del Papa coprono il clamore suscitato nel mondo dalla testimonianza dell'avvocato scrittore Enrique Vila Torres. Lui bambino rubato si batte da anni per ottenere, senza ottenere né parole né gesti, l'apertura degli archivi ecclesiastici in Spagna, per dare risposte alle bambine e ai bambini "nati in segreto" durante e dopo il franchismo, venduti o affidati a "braccia migliori" di quelle di madri disonorevoli.

Nel momento in cui le donne rispetto agli uomini sono sempre più dispari economicamente e di fronte alla legge, come sempre, le religioni interpretano i fatti, il danno subito dalle donne, come punizioni divine. Ma ora al Pontefice non basta più la propagazione del dogma misogino, vuole che tutto questo, col divieto di aborto, diventi dottrina civile.

UDI di Napoli

 

 

2 commenti

Paola Re:

Questa storia della donna mandante di un assassinio e del medico sicario che porta a termine l'assassinio mancava nella collezione delle assurdità pronunciate dal Papa a proposito dell'aborto. Immagino che per molte donne l'affermazione del Papa sia stata traumatica ma per me no perché è una metafora che uso spesso quando definisco le persone che mangiano gli animali. Moltissime persone che mangiano animali non hanno il coraggio di ucciderli, anzi, se venisse loro imposto di ucciderli, piuttosto non li mangerebbero perché uccidere un animale, scuoiarlo, pulirlo e cucinarlo non è cosa semplice e molte volte costituisce un trauma quindi, pur di mangiare animali, queste persone si fanno “mandanti” di un assassinio legale, come è legale l'aborto, affidato alle mani del sicario. Uccidere un feto è legale e, davanti alla legge, non è un assassinio ma un intervento chirurgico. Uccidere un animale è legale e, davanti alla legge, non è un assassinio, ma un lavoro: macellai, cacciatori, pescatori fanno questo lavoro. Mi chiedo se tutte le donne, comprese quelle dell'UDI di Napoli, che sono rimaste turbate dalle parole del Papa, sono altrettanto turbate dai “sicari” che uccidono animali spinti dalle persone “mandanti”. Se certe parole turbano, dovrebbero turbare sempre. In aggiunta a quanto scritto, preciso che sono abortista, oltre che atea e sbattezzata.

Pierluigi Sabatti:

Allego la lettera che ho inviato in argomento al Presidente della Repubblica che dovrebbe essere garante delle leggi dello Stato, tra cui la 194 che il Papa ha pesantemente attaccato: Egregio Presidente, alla canonizzazione di Paolo VI e altri Santi Lei ha stretto la mano al Papa. Non ho idea di che cosa vi siate detti, però Le ricordo che il Papa, un paio di giorni prima, ha fatto un discorso spaventoso, affermando che chi abortisce è come se chiamasse un "sicario". Mi ha colpito talmente questa frase, detta dal Bergoglio della Misericordia, che ho riflettuto prima di intervenire. Anche perché chi è il sicario? La donna che abortisce o il medico che l'assiste? Credo di più il secondo, stando alla lettera della dichiarazione del Pontefice. In tal modo il Papa è entrato pesantemente nella vita politica e sociale del nostro Paese perché con queste parole ha attaccato in maniera inequivocabile una legge del nostro Stato, la legge 194. Lei come garante della Costituzione ma anche delle leggi del nostro Paese avrebbe dovuto intervenire. Perché una cosa è che un Papa insista perché non si abortisca e rimane nel suo ambito, i credenti saranno tenuti a obbedire, gli altri faranno ciò che si sentiranno di fare; ma un'altra è dare degli assassini alle donne e ai medici che questa legge osservano. E' davvero scandaloso che sia accaduto. E il suo silenzio fa capire che non siamo uno Stato laico, ma confessionale. Sono davvero preoccupato, se aggiungiamo i rigurgiti fascisti dei partiti al governo, non so dove andremo a finire. Dubito che avrò una Sua risposta, però almeno Lei può sapere come la pensa una parte degli italiani. Pierluigi Sabatti