I nuovi punti del MANIFESTO LAICO (3 giugno 2000)

1) Rilevando come la rivendicazione della più radicale laicità delle istituzioni repubblicane, lungi dal costituire la riproposizione di antiche e superate divisioni, sia la condizione necessaria e primaria affinché la nuova società multiculturale non si trasformi in un assemblaggio di microcomunità integraliste e settarie, ostili fra loro o meramente conviventi nell'attesa d'essere abbastanza forti per sopraffarsi a vicenda , * si impegna perché essa diventi, invece, il banco di prova per conferire consapevolezza di significato e di valori alle regole della democrazia liberale.

2) Riaffermando la centralità della scuola pubblica nel nostro sistema costituzionale e la sua insostituibile funzione nella formazione d'una coscienza critica e democratica, * denuncia le sistematiche violazioni della Costituzione attraverso i finanziamenti pubblici, statali e regionali, alla scuola confessionale; * invita i cittadini a partecipare alla raccolta di firme per la legge nazionale d'iniziativa popolare che promuova una parità finalmente conforme alla Costituzione e a sostenere la battaglia che si svolgerà in Emilia-Romagna in occasione del referendum per l'abrogazione della legge regionale che finanzia le scuole private; * si impegna a proseguire l'azione per una revisione dell'Intesa, che regola l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, affinché questo sia collocato fuori dell'orario obbligatorio delle lezioni.

3) Rilevando che la legge sulla fecondazione artificiale in discussione al Senato: * è un grande cedimento innanzitutto sul terreno della laicità dello Stato, in quanto è una legge-manifesto che si affida alla rilevanza simbolica della norma penale per mettere al bando scelte e comportamenti (come nel caso delle donne singole e delle coppie omosessuali) estranei all'unico modello di famiglia "normale", presentato "secondo natura". * è anche una vera e propria mostruosità giuridica che ricaccia nella clandestinità pratiche diffuse e accettate socialmente come l'inseminazione con seme di donatore o il congelamento degli embrioni per la fecondazione in vitro. * invita le forze politiche a correggere radicalmente questa legge lesiva dell'autonomia dei singoli e delle singole, che getta discredito sul legislatore.

4)Rilevato * come i contrasti insorti in questi giorni sul regolare svolgimento del Gay Pride a Roma abbiano posto in rilievo che l'abdicazione delle forze laiche alle loro responsabilità e gli esibiti complessi d'inferiorità nei confronti delle gerarchie cattoliche lasciano libero campo a sempre più disinibite esibizioni di prepotenza e di protervia clericale e autoritaria; * come l'assenza d'una ferma risposta laica nei confronti di tali pretese rischi di mettere a repentaglio princìpi fondamentali della democrazia liberale, la parità sociale dei cittadini, la tutela delle libertà costituzionali fondamentali, la stessa uguaglianza giuridico formale e perfino quel diritto primario e fondante di tutte le libertà che è la libertà di pensiero e di critica anche in materia di religione; * sostiene che negare per principio una politica della parità dei diritti degli omosessuali, oltre a isolare l'Italia dalla civiltà politica e giuridica dell'Europa occidentale, dimostra come l'asservimento della politica italiana ai diktat vaticani non si fermi neppure di fronte alla ghettizzazione e alla discriminazione d'un gruppo di cittadini già per secoli oggetto di persecuzioni e massacri approvati e benedetti dalla Chiesa romana; * chiede le dimissioni del prefetto di Roma per l'abuso anticostituzionale da lui compiuto con il comunicato in cui afferma che le manifestazioni civili in città nell'anno del giubileo "dovranno essere compatibili con le manifestazioni giubilari, nell'assoluto rispetto del sentimento religioso della comunità cattolica", perché. l'esercizio di diritti costituzionali viene in esso subordinato a una arbitraria valutazione di compatibilità.

5) Rilevato che, con il nuovo regime concordatario, il finanziamento della Chiesa cattolica da parte dello Stato serve sia al sostentamento del suo clero, sia a sovvenzionare le sue attività liturgiche, pastorali e culturali * denuncia la gravità dell'onere che ne deriva per le pubbliche finanze pari negli ultimi anni a circa 2500 miliardi annui, inclusi gli stipendi degli insegnanti di religione cattolica nelle scuole pubbliche; * critica, in particolare, la destinazione da parte dello Stato italiano di migliaia di miliardi alle manifestazioni del Giubileo cattolico 2000, risorse che sarebbero dovute più utilmente servire a finanziare lo sviluppo policentrico di una città come Roma, sempre più rovinosamente affetta da congestione monocentrica.

6) Ricordando come Pio IX sia entrato nella nostra storia patria come ultimo papa-re, simbolo di quel potere temporale della Chiesa che per secoli ha svolto una funzione antiunitaria, e come strenuo nemico d'ogni idealità liberale e democratica su cui si fonda la nostra Repubblica, * chiede alle Autorità civili del nostro paese di disertare qualunque cerimonia in occasione dell'esaltazione dell'ultimo avversario dell'Unità d'Italia implicita nella sua beatificazione.

7) Rilevando, infine, come tutte le invadenze e le prevaricazioni fin qui denunciate evidenziano che il Concordato, stipulato prima da Mussolini e ampliato nella sostanza da Craxi, stabilisce assurdi privilegi per la Chiesa cattolica contro la fondamentale regola della libertà di coscienza e dell'uguaglianza delle espressioni religiose, * riafferma che ogni regime concordatario nei paesi democratici è, per sua natura, in contrasto con i principi d'uno Stato moderno; * s'impegna a diffondere nella società italiana la consapevolezza che il Concordato vigente in Italia è in contrasto con la Costituzione allo scopo di ottenerne l'abrogazione.