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IL CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE STATALI? MANCA UNA LEGGE DEL PARLAMENTO

Di Redazione | 09.09.2021


Il regolamento degli anni Venti del secolo passato è ancora in vigore e un docente che dissenta della presenza del crocifisso in aula scolastica non ha titolo per negarne l’affissione, ma non può neppure essere punito per tale dissenso. La corte di Cassazione, mancando una legge del Parlamento su tale materia, ha ritenuto che l'interpretazione della situazione debba essere secondo la Costituzione (*). Pertanto, con la sentenza n. 24414, pubblicata il 9-9-2021, afferma che: "L'aula può accogliere la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi".

(*) Il riferimento è chiaramente l’articolo 7 della Costituzione

Un commento

michele:

E' VERAMENTE TRISTE NOTARE COME POSSA SFUGGIRE IL MACIGNO DEL CONCORDATO CHE AFFONDA LA LAICITA' DELLA COSTITUZIONE. BASTEREBBE LEGGERSI IL CONCORDATO DI CRAXI CHE ALL' Art. 9.2 dell’Accordo, con protocollo addizionale, tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede firmato il 18 febbraio 1984, ratificato con la legge 25 marzo 1985, n. 121, che apporta modificazioni al Concordato Lateranense 11 febbraio 1929: “La Repubblica Italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della SCUOLA IL VALORE DELLA CULTURA CATTOLICA CROCIFISSO COMPRESO