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2021 C'È ANCORA CHI CREDE CHE SIA LA TERRA A GIRARE INTORNO AL SOLE

Di Fausto Carratù | 02.01.2021


Non ci crederete, ma c’è ancora chi crede che sia la Terra a girare intorno al Sole. Dopo millenni nei quali l’uomo credeva di essere al centro dell’Universo e che quindi fossero tutti gli astri, dal Sole ai pianeti, alla sfera celeste, a girare attorno alla Terra, spuntò fuori il canonico polacco Copernik a teorizzare quello che alcuni pensatori del passato avevano pure congetturato, ossia che fosse il Sole al centro dell’Universo. Con l’affinarsi degli strumenti, col suo cannocchiale perfezionato, l’italiano Galileo Galilei fece osservare che erano i pianeti, Terra compresa, a girare intorno al Sole. Eppure il suo amico e coltivatore delle scienze, Roberto Bellarmino, cardinale poi canonizzato (morto prima della condanna di Galilei), continuava a ricordargli che bisognava pur spiegare quello che quotidianamente era osservato dall’uomo: sotein ta fainomena dicevano i greci antichi, salvare i fenomeni, ossia rendere ragioni di quello che risulta, in questo caso all’osservazione quotidiana di tutti. In altre parole, come si poteva conciliare con l’eliocentrismo col il fatto obiettivo che tutte le mattine noi osserviamo e diciamo che il Sole sorge a levante, mentre la sera osserviamo e diciamo che tramonta a ponente, vedendolo ruotare nel cielo nel corso della giornata?  Come conciliare la teoria eliocentrica con quello che tutti gli uomini sperimentano ed osservano tutte le mattine e tutte le sere?

La risposta è venuta nel Novecento, per mano di Albert Einstein: all’interno della sua teoria della relatività egli ha concluso che non esiste un centro dell’universo e che l’unico centro legittimo è sempre e solo quello nel quale si trova l’Osservatore. Se siedi sul Sole (a tuo rischio e pericolo…), vedo che è la Terra a ruotargli attorno, ma se siedo sulla Terra, dove mi trovo da millenni, vedrò sempre il Sole ruotarle attorno.

Con questa sistemazione si introduceva un relativismo scientifico che ha fatto molte vittime, soprattutto in campo filosofico. Come sempre, anche in questo caso, dobbiamo sapere che esiste un relativismo serio ed un relativismo da perdigiorno.

A tutti l’augurio di un anno migliore Fausto Carratù

 

PS ho ricevuto alcuni commenti alla mia precedente nota che mi inducono ad un chiarimento: in quella nota  scherzavo di fronte all’uso della parola “pandemia”, entrata di prepotenza a sostituire quella sempre usata in precedenza ,“epidemia”, esattamente come la parola “festa” viene sempre più spesso e fastidiosamente sostituita dalla parola “festività” (per cui il “buone feste” è degenerato nel “buone festività”). Così è venuta fuori l’idea di leggere nella parola pandemia niente altro che la malattia del sangue dei panda…

 

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