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TORNERÀ MAI DI MODA LA RAGIONE?

Di Alessandro Chiometti | 22.07.2020


Come presidente di un’associazione laica e antiproibizionista che opera nella città di Terni mi ero ripromesso di aspettare lo svolgimento dei funerali dei due giovani ragazzi la cui morte per "overdose" ha sconvolto la città; avrei voluto nuovamente sottolineare gli aspetti della questione “droga” che continuano ad essere evitati per ragioni pretestuose.

Non è stato facile restare in silenzio fino ad oggi. Anzi, posso dire che non è mai stato così difficile.

Sarà il segno dei tempi che corrono ma mai come oggi le parole “Un bel tacer non fu mai scritto” suonano adatte alla situazione.

Ha cominciato il Vescovo della nostra città, che nelle ore immediatamente seguenti alla tragedia ha ben pensato di dimostrare cosa significhi “ingerenza politica” criticando le leggi che prevedono “l’uso personale” delle droghe e finanche il ripristino del concetto di “modica quantità”. Evidentemente non è stato informato su quante vite, giovani e non solo, sono state rovinate dall’assurda legge Fini-Giovanardi che ha mandato in carcere ragazzi per pochi grammi di cannabis. O forse quelle vite non contano per il prelato.

Ha continuato poi la Commissaria Speciale della Lega Saltamartini che, in perenne campagna elettorale, ha ben pensato di unire il presunto (ricordiamo ai tanti forcaioli che, loro malgrado, viviamo ancora in uno stato di diritto)  “pusher” alla sua attività di rapper e della sua supposta frequentazione  dei centri sociali della città e quindi alla sinistra. Non so se nelle sue esternazioni abbia chiamato in causa le foibe, i gulag e i crimini dei partigiani perché non è che si può leggere fino in fondo ogni delirio pubblicato dalla stampa.

Si è infine toccato il fondo con la pubblicazione su alcune testate on line di miserabili articoli in cui si sfruttava l’occasione per attaccare la legge 194 sull’aborto. Ebbene sì, anche se sembra incredibile siamo arrivati anche a questo; segno che oramai, per qualche click di visibilità mediatica in più, si è disposti veramente a tutto; sia da parte dei giornalisti che degli editori.

Sono rimasto in silenzio con grande fatica fino allo svolgimento dei funerali. Questo una volta era considerato il minimo sindacale della decenza e del rispetto del dolore di due famiglie distrutte da un dramma che, per chi non ha mai vissuto nulla del genere, è semplicemente inimmaginabile.

Ora però mi accorgo che non ce la faccio a riproporre tutti gli argomenti scientifici e i dati di fatto per tentare, di nuovo, di far capire cosa è una droga, quali sono i pericoli connessi all’uso di queste, che spesso e volentieri sono le droghe legali ad essere pericolose (vedi metadone o codeina che hanno causato la morte dei ragazzi per l’appunto) più di quelle illegali, di come le politiche del “minor danno” facciano calare l’uso di droghe in molti Stati e di quanto sia ridicolo continuare un’ottusa guerra proibizionista che non ha mai portato nessun risultato se non quello dello sperpero di fondi pubblici e di continuare a garantire guadagni facili alle mafie internazionali.

Non ce la faccio, sono stanco e soverchiato dallo schifo dovuto allo sdoganamento di ogni sciacallaggio mediatico avvenuto anche davanti ad un dramma del genere. 
Prendo nota che neanche un dramma come questo riesce a smuovere certi individui dal loro atteggiamento presuntuoso, arrogante, dogmatico e che dimostra solo la loro profonda ignoranza della questione.

Tornerà mai di moda la ragione?
Alessandro Chiometti

Un commento

LUIGI TOSTI:

Ma è stata mai di moda la "ragione"? Non credo che aver raggiunto il 21 secolo ed aver effettuato nell'ultimo secolo dei passi da gigante nel mondo delle scienze abbia garantito un progresso delle capacità logiche e critiche della "maggioranza" dei primati appartenenti alle specie "homo sapiens". C'è ancora chi crede che la Terra è piatta, che esistono svariati Dei, che esistono i miracoli, le apparizione delle madonne, il paradiso, l'inferno, che i dinosauri siano stati sterminati dalla nostra specie, che la teoria dell'evoluzione sia una boiata e i terremoti e le catastrofi siano un segno della collera e punizione divina (parola di Roberto de Mattei, Vice Presidente del Consiglio Nazionale delle ricerche). Per fortuna c'è la RAI, che ci propina trasmissione di alto livello culturale e scientifico, come "Che dio ci aiuti uno","Che dio ci aiuti uno","Che dio ci aiuti due","Che dio ci aiuti tre","Che dio ci aiuti quattro","Che dio ci aiuti cinque","Che dio ci aiuti sei","Che dio ci aiuti sette","Che dio ci aiuti otto","Che dio ci aiuti none","Che dio ci aiuti dieci","Che dio ci aiuti undici,"Che dio ci aiuti dodici", e via dicendo.