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LA SCELTA DI LASCIARE L'IRC (Insegnamento della Religione Cattolica) PUÒ ESSERE UNA CASO DI COSCIENZA

Di S.R., Italialaica.it, Luigi Tosti | 25.10.2019


Buongiorno avrei bisogno del vostro aiuto.

Mia figlia frequenta la scuola secondaria di secondo grado e all'atto dell'iscrizione per l anno successivo a Gennaio 2019 non ci é stata data la possibilità di effettuare la scelta per l'Irc.

Stiamo combattendo con il preside e questa é la sua risposta.

"Gentile Signora,
allego alla presente la nota ministeriale sulle iscrizioni per l'a.s. 2019/2020 da cui, all'art 10, si evince quanto le riassumo brevemente.
La scelta se avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica viene effettuata al momento dell'iscrizione alla classe prima (nel suo caso effettuata all'inizio del 2018 per l'a.s 2018/2019), tramite la compilazione di un modello on line. Nella nota si precisa altresì che la scelta effettuata ha valore per l'itero corso di studi, "fatto salvo il diritto di modificare tale scelta per l'anno successivo entro il termine delle iscrizioni, esclusivamente su iniziativa degli interessati".
Ne consegue che, ad oggi, non vi è alcuna distribuzione annuale di modelli cartacei relativi alla scelta di avvalersi o meno dell'IRC, rimanendo in vigore la scelta iniziale (effettuata on line) salvo la menzionata richiesta di modifica entro ecc ecc.
Gli unici modelli cartacei che vengono annualmente distribuiti sono quelli relativi alla scelta di quale attività svolgere nel caso non ci si avvalga dell'IRC. Sono quindi modelli che non vengono consegnati a coloro che hanno scelto di avvalersi."

Posso fare qualcosa o é una battaglia persa? Dovevamo essere noi a chiederlo a Gennaio 2019?

Ringrazio anticiparamente per la vostra risposta.

Cordiali saluti

S. R.

Risponde Italialaica.it

Gentile Signora S. R.,

se ben capisco la ragazzina aveva scelto religione cattolica e quest'anno avrebbe voluto non più frequentarla.  Quanto la DS scrive è corretto, l'iscrizione da un anno all'altro è un fatto pressoché...automatico, " il cambiamento è da comunicare all'atto dell'iscrizione", ma questa possibilità solitamente non è resa nota in modo sufficiente e molti la ignorano.

Inoltre, probabilmente, la scelta di sua figlia di lasciare l'irc corrisponde ad un caso di coscienza e con tale motivazione la data di comunicazione può non essere determinante.
Mi pare questa strada da consigliarle: fare pressione sulla disinformazione e sull'impossibilità di mettere in un recinto burocratico la libertà di coscienza.
Ci tenga informati,
Cordialità,
Mirella Sartori

Luigi Tosti ci informa

La risposta data alla Signora non mi sembra corretta. Come sancito infatti dal Consiglio di Stato con la sent. n. 4634/2018, che ha confermato la sentenza del TAR Molise, "la normativa disciplinante i termini per la presentazione della richiesta di esonero deve essere interpretata in modo costituzionalmente orientato, nel senso che alla stessa deve essere attribuita esclusiva valenza organizzativa rivolta alla scuola, giammai anche valenza limitativa di diritti fondamentali costituzionalmente tutelati, sicché «l’indisponibilità del diritto e la revocabilità del consenso inducono a ritenere che, anche nel corso dell’anno, si possa cambiare idea e non frequentare più l’ora di religione, senza alcun pregiudizio sul profitto scolastico».

In altri termini il diritto di libertà religiosa implica il diritto di praticare o non praticare alcuna religione e di cambiare religione e comporta, quindi, che nessuno possa essere costretto a subire l'insegnamento coattiva di una religione, tanto meno da parte di uno Stato "laico".
Le sentenze dei TAR e del Consiglio di Stato sono accessibili e scaricabili dal sito "https://www.giustizia-amministrativa.it/" (decisioni e pareri: https://www.giustizia-amministrativa.it/web/guest/dcsnprr):

Luigi Tosti

Ringraziamo il signor Tosti, nostro lettore attento, per le precisazioni e le informaziopni che ci offre. In effetti la nostra risposta è stata troppo precipitosa.
Un saluto cordiale,
Mirella Sartori



 

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