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NATALE: CHAIRE MYRIAM (GIOISCI MARIA)

Di Fausto Carratù | 24.12.2018


Nel dualismo Dio e Uomo, divino e umano, materia e spirito, irrompe nel XX secolo il riconoscimento scientifico del primato dell’energia sulla materia (massa, in fisica), dello spirito sul corpo. Tanto da far annunciare al XX secolo la morte della materia (e connessi materialismi). Ne deduciamo che l’essenza di tutto, uomo incluso, resta l’immateria, quello che pensatori e profeti hanno sempre indicato con i termini di Spirito, Logos, presumibilmente l’Ente a cui l’uomo ha dato il nome di Dio.

Le conseguenze sono enormi: il dualismo Uomo-Dio da sempre avvertito nella figura di Gesù il Cristo, sembra evanescere, perdere problematicità. La scienza scopre e rivela nel XX secolo il primato immateriale della origine e sostanza degli uomini, primato espresso dalla pienezza assunta dall’Uomo-Dio. Gesù il Cristo, nel rappresentare le due nature, ne indica la soluzione, ne indirizza il superamento, rivela  l’emergenza dell’una natura nell’altra e dall’altra, con il primariato dell’immaterialità sulla materialità, con la trasmutazione della umanità nella divinità. Dalla sua scienza l’uomo è riconvertito alla sua origine divina, come la materia rimanda scientificamente alla propria origine energetica. Il dualismo Uomo-Dio che tanto ha affannato la ricerca razionalizzante dell’uomo, si sfarina nella energizzazione della massa, nella smaterializzazione del corpo, nella provenienza e nella deducibile destinazione divina dell’uomo, laddove inizio e fine coincidono, nascita e morte trasmutano l’una nell’altra. Se Giovanni (1,18) dichiara: “Dio nessuno l’ha mai visto. Proprio il Figlio….lui lo ha rivelato”, la scienza del Novecento può asserire: l’ “Immateria” nessuno l’ha mai vista. La materia (l’incarnata) l’ha rivelata.

In croce muore l’uomo vecchio, il corpo, la materia. A risorgere è l’uomo nuovo, l’immateria immarciscibile.

Auguri a tutti di un positivo Natale.

 

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