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LA VITTIMA COLPEVOLIZZATA

Di Renato Pierri | 11.11.2017


Una ragazza bolognese di 17 anni ha denunciato alla polizia di essere stata violentata dentro un vagone di un treno, fermo alla stazione di Bologna. La reazione normale di qualsiasi persona dovrebbe essere quella di consolare la ragazza, aiutarla in tutti i modi possibili, e di condannare senza esitazione il violentatore. Stranamente molti reagiscono in maniera diversa. Il sacerdote Lorenzo Guidotti, su Facebook, ha pensato subito a dare addosso alla ragazza giacché si “ubriaca da fare schifo”, frequenta Piazza Verdi e via di seguito. Insomma: se l’è cercata. Una signora sul blog “Come Gesù”, a giusta ragione rimprovera a questo prete d’aver dimenticato d’essere prete, ma c’è chi non capisce. C’è chi non capisce che non può esserci cosa più vergognosa, più riprovevole che fare il processo alla vittima anziché unicamente al violentatore. Accade spesso che qualche giovane sia aggredito, picchiato, alle volte persino ucciso, da altri giovani dopo essere stati in discoteca. Avete mai sentito qualcuno dare addosso al malcapitato perché si ubriacava o frequentava cattive compagnie? Il fenomeno di prendersela con la vittima, si verifica soltanto quando si tratta di violenza sessuale e la vittima è donna ovviamente. Qualche anno fa il parroco di San Terenzio affisse nella bacheca della chiesa una lettera con la quale scagliava addosso alle donne la responsabilità della violenza da parte degli uomini. La loro colpa era di indossare abiti succinti. Infatti, in India e nei paesi arabi dove le donne sono vestitissime, nessuno le violenta... Brutto vizio! Ma spostare l’attenzione su un altro problema (ubriacarsi, frequentare cattive compagnie), imputare colpe alla vittima, diminuendo automaticamente le colpe del violentatore, non è solo cosa vergognosa e riprovevole, è anche cosa oltremodo sciocca. E’ come dire: Non ubriacatevi spesso, giacché rischiate cirrosi epatica e stupri. Renato Pierri

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