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LE DOMANDE MANCATE AL BRANCACCIO

Di Giacomo Grippa (Lecce) | 29.06.2017


In margine alla recenta iniziativa, al Brancaccio, per il rilancio della sinistra prosieguono gli interventi sulla stampa tra i partecipanti coinvolti. Tante le "domande scomode, inevitabili" vengono riproposte dall' on. Fassina, su un quotidiano nazionale, domenica, in un articolo col Titolo. "Eleggere eccellenza civica purtroppo non basta". Per me non basta invece eluderla, per completare il tema di una "uguaglianza" ferita, dal momento che il "filo rosso" su cui si è sviluppato il dibattito è stato quello di "eleggere" e salutare, all'unisono, Bergoglio come nuovo, unico, lumeggiante faro per la sinistra che si vorrebbe non subalterna.. Si completa il ciclo di una "Porta Pia" al contrario, come si disse della Grecia conquistata dai Romani che alla fine conquistò (Graecia capta ferum victorem coepit).
Coincidenze della storia, perchè nel febbraio 1944 De Gasperi, capo della Democrazia Cristiana, ammise di vedere, all'orizzonte della Storia, stagliarsi due figure: Cristo e Marx. Domande evitate quindi quelle sulla "lesa laicità", posta dalla Carta Costituzionale fra i principi supremi del nostro Ordinamento.
 Enzo Mauro, al termine della sua direzione di Repubblica, attribuiva la debolezza del fronte laico all'inesistenza di una "cultura laica". Quanto spazio Repubblica ha riservato e riserva a formazioni di non "sana laicità" o allo stesso partito di Democrazia Atea, che, per esempio, he beneficiato in quasi dieci anni, di soli 10 minuti in una "trasmissione per l'accesso, rispetto al 98% di presenza del mondo cattolico sulla TV pubblica ed ovunque? Ma la "cattolicizzazione" di tutti gli spazi e poteri pubblici, una volta oscurati i "padri nobili" della sinistra, tutti anticapitalisti ed anticlericali, non è indolore, anche dal punto di vista economico per una spesa a sostegno della chiesa e delle loro funzioni, concorrenti con quelle pubbliche, di oltre 10 miliardi l'anno. Privilegi assicurati anche con trucchi legislativi, uno schiaffo alla invocata "uguaglianza" dei cittadini davanti alla legge, un cedimento, una regressione teocratica rispetto agli stessi limiti posti dal Concordato.

 Assistiamo alla "guerra santa" contro il finanziamento pubblco della politica, mentre inarrestabile continua il finanziamento pubblico della religione,inarrestabile, more uxorio,la convivenza teocratica che oscura la laicità, argine unico dei fondamentalismi. Cosa altro l'attuale pontifex ha da "prendere o pretendere da Cesare", a capo di uno Stato non democratico e maschilista, seconda potenza finanziaria del mondo, congeniale ammortizzatore" nella lotta della sinistra contro l' imperante neoliberismo capitalistico? Giacomo Grippa (Lecce).

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