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Neppure la Madonna di Medjugorie ha capito il Vangelo

Di Renato Pierri | 07.07.2012


Dopo lungo intenso lavoro sembra che verso la fine del 2012 finalmente la commissione d’inchiesta internazionale presieduta da cardinale Camillo Ruini, si pronuncerà riguardo alle apparizioni di Medjugorje. E che cosa potrà mai dire la colta e rispettabile commissione a milioni di devoti, qualora dovesse appurare che la Madonna di Medjugorie altro non è che il frutto dell'immaginazione di persone che non conoscono il Vangelo? Potrà mai deluderli? Eppure, per rendersi conto che la Madonna di Medjugorie è una falsa Madonna, sarebbe stata sufficiente, sin dall’inizio, un'analisi attenta dei suoi presunti messaggi. Ne sarebbe venuta fuori una Madonna priva di fantasia, di una monotonia esasperante, a volte un po' cinica, e alle volte, ma raramente, anche spassosa. Riporto alcuni dei primi messaggi. "Mi domandate di quella donna che vorrebbe lasciare il marito perché la fa soffrire. Io dico: resti con lui e accetti la sofferenza. Anche Gesù ha sofferto" (29 agosto 1981). Dalla divina risposta si evince chiaramente che la Madonna di Medjugorie non ha capito nulla del sacrificio del Figlio, e per questo cinicamente consiglia alla povera donna di sopportare tranquillamente le angherie del marito, giacché "anche Gesù ha sofferto".
Il 19 settembre 1981 abbiamo una Madonna molto pignola e attenta all'orologio: "La messa di Natale sia celebrata a mezzanotte e non alla sera". Il 6 agosto 1982, invece, la Madonna si mostra attenta al calendario: "Bisogna esortare la gente a confessarsi ogni mese, soprattutto il primo venerdì o il primo sabato del mese". Il 14 aprile 1982 abbiamo una Madonna superstiziosa: "Dovete sapere che Satana esiste...Portate addosso oggetti benedetti e poneteli anche nelle vostre case". Grazie a questo messaggio, a Medjugorie da allora aumentò la vendita d’immagini e medagliette. Il 20 luglio 1982, la Madonna mostrava nuovamente di non conoscere il Vangelo: "Molte anime sono in Purgatorio da molto tempo perché nessuno prega per loro". Alle anime del purgatorio il Signore fa sconti di pena, e questi dipenderebbero dalle nostre preghiere. Nello stesso messaggio la Madonna dà una descrizione particolarmente interessante del purgatorio: "Nel purgatorio ci sono diversi livelli: i più bassi sono vicini all'inferno, mentre quelli elevati si avvicinano gradualmente al Paradiso". Possiamo esserne certi, giacché si tratta di rivelazioni della Madre di Dio. Il 21 luglio 1982: "Con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali". Persino le leggi naturali. Una volta poi, era il 19 settembre del 1981, la Madonna, o perché non sapeva che cosa rispondere, o perché non ne poteva più di sentirsi fare domande cretine, mise così a posto i veggenti rompiscatole: "Perché fate tante domande? Ogni risposta è nel Vangelo".
Come la Madonna di Bernadette (cf il mio saggio “Nostra Signora di Lourdes – La Madonna che non conosceva il Vangelo” (Mind Edizioni), anche la Madonna dei veggenti di Medjugorie del Vangelo ha compreso poco o niente.

2 commenti

Guglielmina:

Interessante testo. Meno interessante il titolo, soprattutto discutibile! Come potrebbe la Madonna conoscere il Vangelo? Non è stato scritto dopo la morte di suo figlio Gesù, anzi anche dopo la di lei morte? Pretendiamo troppo da una giovane donna mediorientale, la vogliamo anche futurologa? Ma forse io mi confondo, forse io parlo di Maria di Nazareth, invece la Madonna è una dea che ha altri poteri ed altre capacità.

renato pierri:

Apprezzo l'ironia, gentile signora Guglielmina. Da quest'articolo, che avevo inviato anche a Italialaica, capirà che sono in sintonia col suo pensiero. Affaritaliani 6 luglio 2012 Ave Mary – E la Chiesa inventò la Madonna “Ave Mary – E la Chiesa inventò la donna”, non è un libro su Maria, precisa Michela Murgia. Se avesse scritto un libro su Maria, avrebbe potuto benissimo intitolarlo: “Ave Mary – E la Chiesa inventò la Madonna”. Questo, infatti, è avvenuto. La Chiesa facendo della madre di Gesù una sorta di dea, ha inventato la Madonna. Benedetto XVI, nell’Udienza Generale del 2 gennaio 2008, disse: “Dopo ampia discussione, nel Concilio di Efeso del 431... venne solennemente confermata, da una parte, l’unità delle due nature, quella divina e quella umana, nella persona del Figlio di Dio (cfr DS, n. 250) e, dall’altra, la legittimità dell’attribuzione alla Vergine del titolo di Theotokos, Madre di Dio (ibid., n. 251). Dopo questo Concilio si registrò una vera esplosione di devozione mariana e furono costruite numerose chiese dedicate alla Madre di Dio”. Non possiamo fare a meno di domandarci: “Come mai Gesù non fece sì che questa devozione cominciasse da subito? Perché insegnò ai discepoli a pregare il Padre nostro e non anche la Madre nostra? Come mai dai discorsi di Gesù non trapela assolutamente la posizione eccelsa di Maria, “Madre di Dio”? Eppure l’occasione ci sarebbe stata. Nel Vangelo, Gesù tratta la madre persino con un certo distacco, quasi a non volerla coinvolgere nella sua missione, unica e irripetibile. Quando la madre nell’episodio della Nozze di Cana, essendo lei incapace di provvedere ai bisogni dei commensali, si rivolge a Gesù, lui risponde: “Che vuoi da me, o donna?” (Gv 2,4). Quando dicono a Gesù: “Ecco: tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e chiedono di parlarti” (Mt 12, 48), egli risponde: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?... Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi mi è fratello, sorella e madre” (Mt 12, 49 – 50). E dire che proprio la madre aveva fatto la volontà del Padre, ma lui non dà agli apostoli l’impressione che si tratti di persona eccezionale. E’ una mamma, nient’altro che una mamma. A tal punto una semplice mamma da non capire neppure ciò che il figlio dodicenne diceva: “«Figlio, perché hai fatto questo? Ecco, tuo padre ed io, addolorati, ti cercavamo!». Ma egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io mi devo occupare di quanto riguarda il Padre mio?». Essi però non compresero ciò che aveva detto loro” (Lc 3,48 – 50). Gesù parla di sé, parla del Padre, mai della madre: “Chi ha visto me, ha visto il Padre. Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me” (cf Gv 14). In Giovanni (solo in Giovanni) Gesù, sulla croce, ha un pensiero per la madre straziata dal dolore: “Gesù, dunque, visti la madre e presso di lei il discepolo che amava, dice alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Quindi dice al discepolo:«Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo la prese in casa sua”. (Gv 19, 26 – 27 ). E da quell’ora, per parecchio tempo, nessuno diede grande importanza a Maria. Renato Pierri