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L’edizione regionale de La Repubblica di ieri, 6 giugno, ha informato che suor Ida Bernabei, intervistata dall’emittente TeleDaunia, ha dichiarato di aver scoperto che in convento venivano scaricati da Internet film porno. Il portavoce della diocesi ha smentito tutto. Liquidando come poco credibile la suora, peraltro quasi esterna agli ambienti conventuali. Forse che, stando alla credibilità dell’ideologia confessionale, il peccato per essere ben combattuto, deve essere ben conosciuto. E ritorniamo sempre agli originali, anche se i porno causerebbero una perseguibilità indiretta, forse meno grave per la sola visione, rispetto ad una responsabilità diretta. Come quella consumata sotto “l’albero della conoscenza”. Resta sempre impensabile conciliare la fede con la “conoscenza”. Comunque se dei frati non ci si può fidare, proprio di ieri è la condanna per stupro di fra Fedele, le suore restano la risorsa ultima della chiesa. |
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