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SALVATORE MORELLI, "UN CAROVIGNESE ILLUSTRE"

Di Redazione | 13.09.2022


Carovigno, Venerdì 16 Settembre 2022. O.re 18.00 - Invito Evento Culturale -Preziosa iniziativa per la Memoria di Salvatore Morelli, che ci vedono protagonisti di primo piano, presso il Santuario della Madonna di Belvedere - Carovigno - con la Presentazione della Ristampa del Volume del Carovignese Illustre "S.Morelli" sul "Romitorio di Belvedere", Pubblicato a Napoli il 1844.

BIOGRAFIA
SALVATORE MORELLI ( CAROVIGNO 1824 - POZZUOLI 1880) Salvatore Morelli nacque il 1° maggio 1824 da Aurora Brandi e Casimiro Morelli, a Carovigno. Intraprese i suoi primi studi classici con l’aiuto di don Felice Sacchi, arciprete di Carovigno, e dei canonici Del Buono e De Castro, nel seminario di Brindisi.

Verso il 1840 si recò all’università di Napoli per studiare giurisprudenza e lì poté intraprendere nuove conoscenze con molti meridionali illustri. In quegli anni dominava la figura del Mazzini. Morelli si affiliò alla Giovine Italia e, quando tornò in provincia, contribuì a diffondere le nuove idee. Dopo l’insurrezione di Manduria, Martina e Lecce del 1848, Morelli che fino ad allora aveva creduto alle promesse del Borbone, sino a dedicargli un libro, "Brindisi e Ferdinando II", bruciò sulla piazza di Carovigno una immagine del re e pronunciò un discorso di condanna. Processato, fu condannato ad otto anni di prigione nelle carceri di San Francesco a Lecce. Successivamente, fu trasferito al bagno penale di Ponza.

Accusato di cospirazione, nel 1851, venne tradotto con altri compagni nella fortezza di Ischia, dove incontro Poerio, Braico ed altri patrioti. Dopo diciotto mesi di durissima sofferenza, passò alla relegazione di Ventotene, dove cominciò ad esercitare la sua professione di avvocato a beneficio degli imputati accusati del "reato di Maestà" e dove si occupò dell’istruzione dei ragazzi isolani ed entrò in corrispondenza con Luigi Settembrini, detenuto nel carcere di Santo Stefano.

In occasione della sfortunata spedizione di Carlo Pisacane, il 27 giugno 1857, Morelli fece preparare armi e bandiere e fu coinvolto in un nuovo processo che gli procurò un’altra condanna. Era conosciuto non solo in quanto patriota, ma anche come benefattore. Infatti, avendo salvato tre bambini che stavano per annegare ed essendo stata proposta la sua liberazione, egli fece il nome di un altro detenuto calabrese, padre di famiglia. Finalmente, nel 1858, fu mandato a Lecce come sorvegliato. Passando per Carovigno, si fermò a visitare il paese. Altri dolori, purtroppo, gli erano riservati: il palazzo paterno era stato venduto ed era morta sua madre. Giunto a Lecce, nonostante la stretta sorveglianza dei primi anni, riuscì ad entrare in contatto con i liberali del luogo. Gli venne affidata, di nascosto, l’educazione dei figli di Pasquale Greco, nella cui casa fu accolto benevolmente.

Fu proprio lì che l’idea della emancipazione della donna, già spuntata durante le sofferenze della pena politica, prese concretezza. Nel settembre del 1860, mutato il contesto socio-politico, fondò a Lecce, insieme a Leonardo Cisaria, il giornale "Il dittatore", di intonazione mazziniana sul quale, oltre a denunciare le colpevoli negligenze del nuovo governo, illustrava le riforme che considerava necessarie: decentramento, miglioramento delle istituzioni, diffusione dell’istruzione tra il popolo.

Trasferitosi a Napoli nel 1861, pubblicò la sua opera più importante "La donna e la scienza". Qui fondò un nuovo giornale, "Il pensiero", che diresse per quattro anni. La testata venne sequestrata 184 volte: ciò dimostra quanto potesse essere nociva al potere la propaganda del quotidiano.

Il 18 giugno 1867 Salvatore Morelli veniva eletto deputato nel Collegio di Sessa Aurunca. Egli presentò tre progetti di legge che racchiudono tutto il programma svolto negli anni seguenti: Divieto di celebrare i riti religiosi in luoghi diversi da quelli sacri, introduzione della cremazione e relativa soppressione dei cimiteri; Riforma dell’istruzione, con la soppressione di qualsiasi forma di insegnamento religioso; Riforma dell’istituto di famiglia, parità di diritti fra moglie e marito, possibilità di divorzio, soppressione di qualsiasi discriminazione fra figli legittimi e naturali.

I progetti di legge non vennero neppure presi in considerazione. Ma la più impegnativa battaglia parlamentare fu condotta dal Morelli sul divorzio. Nel 1875, infatti, presentò un altro progetto di legge che riguardava il divorzio, nel 1878 una terza proposta e nel marzo 1880 un quarto progetto destinato a fare la fine dei precedenti. Alle nuove elezioni del maggio 1880 non venne rieletto . Nello stesso anno, il 22 ottobre, morì a Pozzuoli, in una camera d’albergo, praticamente ridotto alla fame.

La sua opera principale è "La donna e la scienza", in cui il problema dell’emancipazione femminile e quello pedagogico sono intimamente connessi ed ambedue sono affrontati in vista della risoluzione del problema sociale. Il Morelli, partendo dall’analisi sulla condizione di inferiorità della donna, immagina la figura femminile con tutti quei diritti intellettuali e sociali che ne possano fare la prima educatrice dei suoi figli. Alla scienza, intesa in senso generale come cultura, educazione, elevazione intellettuale è affidato il compito di illuminare la figura femminile in maniera tale che essa possa essere una guida per il cammino della "intera umanità". Alla famiglia, poi, viene riconosciuto il ruolo fondamentale in cui si compiono i processi fondamentali che consentono il vivere sociale. Attraverso il metodo della "riflessione", l’uomo ripiegandosi su se stesso deve analizzare e poi cogliere le leggi che governano la propria natura, conoscere i limiti della propria potenza individuale ed avere una visione organica dei fenomeni che lo circondano.

Morelli si rende conto che l’umanità è entrata in un’epoca di grande progresso materiale, intellettuale e morale e vede nelle conquiste della scienza e della tecnica non solo i mezzi per un miglioramento sociale, ma anche per un miglioramento dei rapporti tra i popoli. Egli condanna i governi che spendono più denaro per gli armamenti che non per costruire scuole, enti di assistenza, ferrovie. Per il Morelli, l’ignoranza è il vero malessere della società, e da qui la grande importanza che egli attribuisce all’istruzione ed al ruolo che la donna deve assumere in un nuovo sistema educativo.

Interessanti risultano le sue considerazioni sull’insegnamento di una lingua nazionale, sulla necessità della diffusione della cultura, sull’insegnamento della Geografia e della Storia, su un insegnamento che vorrebbe affidato più alle donne, alle madri che ai maestri. Nel progetto di riforma della pubblica istruzione, indica le materie, il grado delle scuole in cui, fra l’altro, prevede il divieto dell’insegnamento del catechismo nelle scuole materne e di qualsiasi dottrina religiosa. Egli vede una scuola in cui venga dato spazio sia alla scienza che alle sue applicazioni pratiche ed è convinto che il benessere di una società possa scaturire solo da una buona organizzazione scolastica.

Un altro progetto di legge vede, poi, un impegno esemplare del Morelli per una legge sul divorzio. L’aver posto la centralità della questione della donna e di quella della scuola, gli procurò l’apprezzamento e l’incoraggiamento di grandi uomini di cultura del suo tempo: Mazzini, Stuart Mill, Victor Hugo. Nonostante questo, rimase un personaggio isolato ed incompreso. Nessuno dei suoi progetti di riforma venne approvato. Oggi, molte delle sue idee ed alcuni dei suoi progetti sono stati realizzati, basti pensare alla legge sul divorzio ed al processo di emancipazione della donna, che gli vide sempre come mezzo per una più generale emancipazione della società. Altri temi, quali il dibattito sugli abusi della carcerazione preventiva, sul disarmo generale, sono di scottante attualità e sono continuamente oggetto di discussione. L’aver preveduto, in un certo senso, tutto questo resta il suo grande merito.

Le sue idee furono considerate "folli" ai suoi tempi, sia dal potere civile che da quello religioso, come anche dai benpensanti dell’epoca e la sua esistenza fu definita "sognatrice", come tutte le esistenze legate al trionfo di un principio morale, ma egli rimase sempre saldamente legato ai suoi convincimenti ed ai suoi principi.

Scritti di Salvatore Morelli
* Sul romitorio di Belvedere in Carovigno terra d’Otranto. Stab. Tipografico di G. Nobile, Napoli 1884.
* Pio IX dal 1792 al 1848, cenno biografico del Sommo pontefice Pio IX, redentore della libertà italiana. Tip. Del vecchio, Lecce 1848.
* Le feste Costituzionali di Lecce. Tip. Del vecchio, Lecce 1848.
* Brindisi e Ferdinando II, il passato, il presente e l’avvenire di Brindisi: Quadri storici, Tip. Del Vecchio, Lecce 1848.
* Memorie dei relegati politici morti di colera a Ventotene 20 settembre 1854, m.s. in casa dei signori Della Noce.
* Il sistema della riflessione sui fatti propri scoperto come unico mezzo metodico a produrre la vera scienza dell’Umanità, Stab. Tip. Di A.de Simone, Lecce 1856.
* Il martirio di S.Oronzo e degli altri primi cristiani salentini. Tip. Del Vecchio, Lecce 1858.
* Cenno biografico del Maggior Cavaliere Antonio dell’Antoglietta. Tip. Di G.Limongi, Napoli, 1860.
* Ordine del giorno per l’orfanotrofio salentino, Lecce 1860.
* La donna e la scienza, considerate come soli mezzi a risolvere il problema dell’avvenire. I Edizione, Stab. Tipografico delle Belle Arti, Napoli, 1861.
* La donna e la scienza o la soluzione dell’umano problema. II Edizione, Stab. Tip. Dell’Ancora, Napoli 1862.
* I tre disegni di legge sull’emancipazione della donna. Riforma della pubblica istruzione e circoscrizione legale del culto cattolico nella Chiesa. Tip. A.De Clemente, Firenze 1867.
* Lettera politica del deputato Salvatore Morelli ai suoi elettori di Sessa Aurunca, Napoli, F.lli De Angelis, 1868.
* La donna e la scienza o la soluzione del problema sociale, III Edizione riveduta dall’autore. Soc. Tip. Editrice, Napoli, 1869.
* Lettera politica agli elettori del Collegio Elettorale di Sessa Aurunca, Tip. Buonocore, Caserta 1874.
* Riforme legislative proposte al parlamento italiano dal deputato S. Morelli il giorno 26 maggio 1875 per assicurare con nuove guarentigie giuridiche la sorte dei fanciulli e delle donne, Tip. Eredi Botta, Roma 1875. Sulla riforma delle leggi penali con riferimento all’ordine della famiglia.
* Risposta a Raffaele Conforti. Tip. Eredi Botta, 1878. Lettera su rivista "Bergamo Nuova" del 2 gennaio 1880.
* Proposta di legge sul divorzio del deputato S. Morelli svolta nella tornata dell’8 marzo 1880 e risposta del ministro Guardasigilli. Edoardo Perino Editore Libraio, Roma 1880.
* Pepect: S.Morelli da "Il Messaggere Vogherese", 30 ottobre 1880, Biblioteca Risorgimentale Milano.
* In Sartis: "Un rappresentante del Piemonte", Roma 1892, Biblioteca Risorgimentale Milano. RASTIGNAC: "La guerra qual è", Tribuna 14.5.1918, Fascicolo XXIV Biblioteca Risorgimentale Milano. Interventi alla camera dei deputai: A) da rendiconti del Parlamento Italiano, II Ediz.Uff.Riv., Volume XI, Firenze Tip.Eredi Botta, 1869 - Prima della X Legislatura, Sessione del 1867 - 1868 dal 22 marzo 1867 al 14 agosto 1869. B) da indice alfabetico ed analitico delle discussioni della Camera dei Deputati. X Legislatura, II Sessione 1869 -1870; XI Legislatura, I Sessione 1870 - 2871; XI Legislatura, II Sessione 1871 - 1873; XI Legislatura, III Sessione 1873 - 74; XII Legislatura, I Sessione, 1874 - 1876; XII Legislatura, II Sessione, 1876; XIII Legislatura, I Sessione, 1876 - 1878; XIII Legislatura, III Sessione 1880. C) Da Atti del Parlamento Italiano - Camera dei deputati, Volume XI, dall’8 marzo 1878 al 26 gennaio 1880, Inclusivo per gli Eredi Botta, Roma 1888. ( Biblioteca Comunale di Carovigno, Estratti).

ELENCO DELLE PUBBLICAZIONI SU SALVATORE MORELLI Macchi Mauro, La nuova legge sul pubblico insegnamento in "Il Politecnico", 1860, fascicoli 52 - 53. Mazzini Giuseppe, Epistolario, 1860, pp.59, Edizioni Imola; 1863, pp.76 - 80; 1864, pp.93 - 94, 203-204; 1865m pp. 6 - 8, 17 - 19; 1866, pp.284 - 285; 1867, pp.166 - 169, 170 - 171; 1868, pp.18 - 19; 1870, pp.37 - 38.( Biblioteca Comunale Carovigno, Estratti). Stuart Mill, Lettere, 1867, p15; 1870, pp.15 - 16. (B. C. Carovigno, Estratti). Estival Virgilio, Cenno critico sulla vita e sull’opera di Salvatore Morelli, Napoli 1869. Prefazione alla III Edizione di "La donna e la scienza".(B. C. Carovigno). Bianchi Emilio, " Il divorzio: considerazioni sul progetto Morelli" Pisa 1879.( Bibl. Uivers. Fac. Giurisprud. Napoli). Y.White Mario, Opuscolo commemorativo inviato agli abbonati della Lega della Democrazia, dalla rivista "Il Dovere" del 12.06.81 Bernardini N., Scrittori salentini, Note bio-bibliografiche, pp.64-65, Lecce1889.(B. C. Carovigno, Estratto). Sarti Telesforo, Il Parlamento subalpino e nazionale. Profili e cenni biografici di tutti i deputai e senatori eletti e creati dal 1848 al 1890. Terni 1890 Socci E. , Umili eroi della patria e dell’umanità, Libreria Editrice nazionale, Milano 1903. (B. C. Carovigno, Estratto) Irma Melany Scoodnik, "Un precursore" Art. pubblicato in occasione della conferenza su S. Morelli, tenuta dalla sig.ra Irma melany Scoodnik la sera del 5 gennaio 1903 nella sede del Circolo calabrese in Napoli, in "Il Mattino" annoXII, n.27, Napoli 27.1.1903. Villani Carlo, Scrittori ed artisti pugliesi antichi, moderni e contemporanei, pp.646-647, Vecchi Tip. Editore Trani 1904.(B. C. Carovigno, Estratto; Bibl. Com. Palazzo Sormani Milano) Irma Melany Scoodnik, Salvatore Morelli( Per un dimenticato). Società Editrice Dante Alighieri, Napoli-Roma 1906. Palumbo Pietro, Salvatore Morelli ( a proposito del I Congresso femminile) da "Rivista Storica Salentina" Tip. Giurdignano, pp.57-90, Lecce 1907.( B. C. Carovigno, Estratto) Palumbo Pietro, L’onorevole Gaetano Brunetti e i suoi tempi(1829-1900) Tip.Editrice Salentina, Lecce 1915.(B. C. Carovigno, Estratto) Riccio V. , Un dimenticato - Salvatore Morelli, da "Nuova Antologia", Anno 52, Fasc. 1092, 16.07.1917- Roma( B. C. Carovigno, Estratto). Malatesta E. , Giuseppe Fanelli - Ricordi personali in "Pensieri e volontà" 16.9.1925 Garibaldi Giuseppe, Scritti e discorsi politici e militari, Vol. II (1862-67), Cappelli Editore, Bologna 1935.(B. C. Carovigno, Estratto; B.C. Palazzo Sormani Milano). Malatesta A. , Ministri, deputati, senatori dal 1848 al 1922, vol.II, Roma 1941.(B. C. Carovigno, Estratto; B.C. Trento). Garin Eugenio, La questione femminile, pp.26-28, da "Belfagor", anno XVI 1962 (B. C. Carovigno, Estratto). Albertoni Ettore, in " La teoria della classe politica nella crisi del Parlamentarismo". Istituto Editoriale Cisalpino, Milano - varese, 1968 pp.80-81.(B.C. Palazzo Sormani, Milano). Pellegrino T. , " Alla camera con pane e cipolla. Il salentino che amò la libertà", in "La Gazzetta del Mezzogiorno" , 5.12.70.(B. C. Carovigno). Pieroni Bartolotti Franca, Alle origini del movimento femminile in Italia 1848-1892. Einaudi Torino 1975( B.C. Carovigno, Estratto). Iurlaro R. , Salvatore Morelli primo sostenitore dell’emancipazione femminile, in "La Gazzetta di Brindisi del 27.2.1977, (B.C. Carovigno). Masini Pier Carlo, Eresie dell’800. Alle sorgenti laiche, umaniste e libertarie della democrazia italiana, pp.257-274. Editoriale nuova S.p.A., Milano 1978( B.C. Carovigno, Estratto). Tramarollo G. , "Mazzini per la donna liberata" in Endas progetto 20, rivista bimestrale dell’Associazionismo cultura del tempo libero. Anno IV, n.20 novembre-dicembre 1981. Roma( B. C. Carovigno, Estratto). Fisichella D. , "La rappresentazione politica" Ed. Arcana Imperi Milano 1983. Forte E. , Cronache dei nuovi tempi: per Salvatore Morelli,(B. N. B.), 22/85. (In possesso del prof. Spagnoletti, Università di Bari). RIVISTE IL DITTATORE n.3, pp.9-10; n.5, pp.17-19; n.7, pp.25-28. Lecce 1860.(B. C. Carovigno, Estratto). L’ITALIA SALENTINA n.2, pp.9-12, 14-16. Lecce 1860.(B. C. Carovigno, Estratto). IL SALENTINO n.9, p.34.26.2.1863(B. C. Carovigno, Estratto). IL PROPUGNATORE Anno IV, n.8, p.30. Lecce 3.5.1864. Anno VIII, n.6, pp.1-2. Lecce 17.2.1868 Anno XI, n.7, pp.1-2. Lecce 20.2.1871; n.9, p.2. Lecce 6.3.1871; n.34, p.1. Lecce 28.9.1874. Anno XIV, n.36, p.2. Lecce 12.10.1874; n.39, p.1.Lecce 13.12-74.(B.C. Carovigno, Estratto). GIORNALE ROMANO UMORISTICO Anno I, n.13 lunedi 18.9.1871. Anno II, n.3 lunedi 8.1.1872(B. C. Carovigno, Estratto). IL POPOLO D’ITALIA del 27.9.1865, riportato in R.Romano, Storia del Movimento Socialista in Italia e la prima Internazionale, 1861-1871, Laterza bari 1966, pp.173-174. BERGAMO NUOVA Lettera di Salvatore Morelli del 2.1.1880. IL BACCHIGLIONE, BERGAMO NUOVA, IL MESSAGGERE VOGHERESE, LA RIFORMA, LA FARFALLA, Articoli commemorativi per la morte di Morelli. (Vedere i numeri dopo la morte dell’Autore). LA RIFORMA n.161 del 10 giugno 1888. Articolo di Argo. IL RISORGIMENTO Anno XVIII (1903/4 marzo n.10), Francesco Leo 25.2.1903. (B. C. Carovigno, Estratto).

Disegno di legge per la reintegrazione giuridica della Donna
1867 Art.1. Riconoscendo nella donna identità di tipo e facoltà eguali all’uomo, giustizia vuole che essa sia eguagliata al medesimo nei diritti civili e politici.
Quindi le donne italiane, dalla pubblicazione di questa legge, sono facultate ad esercitare i diritti civili e politici nello stesso modo e con le medesime condizioni che li esercitano gli altri cittadini del regno d’Italia. Art.2. Le divergenze degli interessi, che potranno verificarsi nel passaggio dal vecchio a questo nuovo regime, verranno composte ed ordinate da appositi decreti. Art.3. Tutte le disposizioni del codice e di altre leggi suppletorie, che circoscrivevano e limitavano i diritti della donna, rimangono abolite.
Art.4. Le donne italiane, che si mostreranno più diligenti al miglioramento della razza umana, dando alla patria figlioli di belli e robusti tipi, e li educheranno in modo da farli divenire eroi, pensatori e produttori distinti, avranno conferiti dallo Stato titoli di onore, pubblici uffici, ed anche pensioni vitalizie, secondo il maggior bene che hanno arrecato colla loro opera. SALVATORE MORELLI

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