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151° DELLA BRECCIA DI PORTA PIA

Di Redazione | 16.09.2021


Roma, lunedì 20 settembre 2021, ore 10,00, Porta Pia

L’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” commemora l’evento.

Il 20 settembre del 1870 con l’entrata dei bersaglieri a Porta Pia, lo Stato italiano poneva fine al dominio teocratico dei Papi, e Roma diventava finalmente capitale d'Italia.

Il XX settembre era festa nazionale. Soppressa in concomitanza dei “patti lateranensi”, e non più ripristinata, neppure con la nascita della Repubblica: inascoltate le richieste della società civile e neppure discussi i progetti presentati in Parlamento.

Eppure questa dovrebbe essere una grande festa patria di unità e di libertà, come lo sono il 25 aprile (Liberazione dal nazifascismo) e il 2 giugno (Nascita della Repubblica). Date ancora scomode ad alcuni per la loro inequivocabile valenza di svolta antifascista.

Ma quella del 20 settembre si è cercata di rimuoverla. In questi ultimi anni abbiamo assistito alla rivalutazione dei Borboni e al riscatto del papa-re con falsificazioni della storia perseguite in un’alleanza di poteri reazionari e antidemocratici.

In quel 20 Settembre del 1870 si compiva un processo storico che veniva da lontano, e che a Roma aveva visto nascere il Comune di Arnaldo da Brescia, la Repubblica di Cola di Rienzo...

C'era un'altra Roma che si opponeva allo strapotere della rendita: nobiliare e papalina. Una Roma resistente, che avrebbe ripreso il filo della rivoluzione con la Repubblica giacobina nel 1798, e ancora con quella mazziniana del 1849. Repubbliche, le cui Costituzioni proclamavano nel diritto di cittadinanza la libertà e l’uguaglianza per tutti. Rivoluzioni di emancipazione represse nel sangue, ma che lasciavano il seme degli ideali progressisti: fruttificati nella nostra Costituzione repubblicana, che non a caso pone il suo supremo principio nella laicità, perché senza laicità c’è solo sopruso.

Questa Breccia ha segnato per l’Italia e per il mondo l’apertura alla cittadinanza democratica. Per uscire dalla caverna della sottomissione individuale e sociale. Per sperimentare il coraggio della libertà contro dogmi e padroni. Nè dogmi, Nè padroni è il motto internazionale dei liberi pensatori, che chiama alla fatica della conoscenza e alla responsabilità dell’impegno etico-politico-sociale.

Un impegno ancora più necessario di fronte alla ripresa del fanatismo religioso che si fa anche terrorismo, mentre nostalgie di patriarcato e gerarchizzazione sessista e sociale continuano a minare la civile convivenza democratica.

La presidente Maria Mantello

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