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“IL MEDITERRANEO”. Convegno

Di Redazione | 03.02.2020


Roma, 15 febbraio 2020, Ore 10:00 - 13:00, presso casa Internazionale delle Donne, Via della Lungara 19

Il Mediterraneo unisce i Paesi che separa.
In “Il Mediterraneo in barca” Georges Simenon scrive: “E così, forse, un po’ più di tre mesi fa, ho comunicato a scrivere il mio primo articolo, con la pretesa – ne sono convinto – di poter dare una definizione del Mediterraneo. Se oggi qualcuno me lo richiedesse, risponderei, un po’ piccato: “Un
campo di…golfi!”. E non è una battuta.

Il Mediterraneo è proprio un campo di golfi, se mi perdonate il gioco di parole. È l’espressione più precisa della verità così come appare mentre scrivo queste righe, nudo, in una cabina in cui regna un dolce tepore di quaranta gradi e la zanzariera non impedisce alle mosche di annegare nel mio sudore. Di golfi ce ne sono ovunque, sulle coste del Mediterraneo, e io comincio a conoscerli intimamente, dopo averli a lungo considerati, come chiunque altro, semplici entità geografiche. Visto che finora non ho ancora attinto alla mitologia, permettetemi di servirmene almeno una volta.

Di certo conoscete la storia degli figli di Eolo, inviati dal padre un po’ dappertutto sulle coste: bambinoni paffuti che, da allora, non fanno altro che soffiare a pieni polmoni…. Sono passati diversi secoli, ma vi giuro che ci sono ancora, e mi sa che col passare del tempo sono cresciuti e si sono irrobustiti. Ebbene, quando uno avvista la costa, che cos’è che cerca, per sbarcare? Un golfo.

Ma ci sono i rampolli di Eolo, a volte anche duo o tre in un solo golfo, piazzati in punti diversi. E soffiano!... Quando volevo raggiungere l’Italia, il vento chesoffiava dal golfo di Genova cercava di spingermi verso la Spagna. Un po’ più a sud, il golfo di Napoli ah fatto di tutto per impedirmi di andare a Messina…Avevo fatto bei progetti e tracciato sulla carta marittima un itinerario magnifico. Ebbene, dall’Africa eccomi in Sardegna, e forse finirà alle Baleari, Forse in Algeria, forse di nuovo a Genova. In realtà non ha alcuna importanza.
Innanzitutto perché è ovunque la stessa cosa; poi perché, dopo un certo tempo, ti ritrovi in uno stato di beatitudine che somiglia ai postimi di una sbornia: senza la nausea, in una condizione piacevole e per giunta persistente. …Ti avvicini. Ti allontani, alla fine ci arrivi… E trovi sempre gli stessi italiani, gli stessi greci, gli stessi ebrei e gli stessi francesi…. Quando non si riesce a entrare in un golfo, si fa scalo su un’isola, perché nel Mediterraneo spuntano un po’ dappertutto…”.
Questo brano, che vede nel Mediterraneo un ponte tra le terre che vi si affacciano, ha ispirato l’evento che proponiamo.

Annalisa Camilli, giornalista di “Internazionale” dal 2007, ha lavorato per l’Associated Press e per RaiNews24. Vincitrice nel 2017 dell’Anna Lindh Mediterranean Journalist Award per l’inchiesta La barca senza nome;
Francesco Cherubini, Professore associato di Diritto dell’Unione Europea presso il Dipartimento di Scienze Politiche della Luiss “Guido Carli” di Roma, dove insegna anche International Organizations and Human Rights, è coordinatore, presso la stessa università, del Centro di ricerca sulle organizzazioni internazionali ed europee;
Chiara Favilli, Professore associato di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università degli Studi di Firenze; Giorgia Linardi, giurista, attivista ed esperta in migrazioni, è referente e portavoce in Italia della ONG Sea Watch.

Organizzatore e moderatori:
Maria Francesca Monterossi, avvocato e Presidente dell’Ass. cult. Una stanza tutta per sé
Alessio Sangiorgi, avvocato esperto di Diritto internazionale, collabora con l’Unione Forense per la tutela dei diritti umani
Temi da trattare :
– Le dimensioni del fenomeno migratorio in Europa (Francesco Cherubini);
– La normativa europea in materia di migrazione e asilo (Chiara Favilli);
– L’approccio dei mezzi d’informazione alla questione migratoria (Annalisa Camilli);
– La vita nel Mediterraneo (Giorgia Linardi).

 

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