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20-7-2010, Marco Zatterin, LA GUERRA DELLE RELIGIONI, La Stampa

In cosa credere. Dopo il vertice fra Ue e i rappresentanti delle fedi europee, in calendario quello con atei e massoni. Ed è subito polemica...

Ieri si è svolto a Bruxelles l’incontro annuale fra l’Ue e i rappresentati delle sue fedi religiose. C’erano 24 fra vescovi, mufti, rabbini, più i leader hindu e sikh. E’ dal 2005 che questo accade e si tratta di un appuntamento obbligatorio secondo l’articolo 17 del Trattato di Lisbona.

Si tratta di colloqui istituzionali, dove prevale il buon senso e il dialogo formale. In buona sostanza, visto nella logica del cronista, non c’è notizia.

Qualcosa da dire c’è però sul suo alter ego e le dinamiche che lo hanno portato fra noi. Il Belgio, presidente di turno dell’Ue, paese che per costituzione protegge le organizzazioni laiche e umaniste alla stregua di quelle cattoliche ha persuaso l’Ue ha organizzare un incontro speculare, con gli atei. Si terrà il 15 ottobre. Fra “i gruppi non religiosi” ci saranno anche rappresentati della massoneria.

La cosa ha provocato parecchia irritazione. I religiosi non sono persuasi che gli atei possano essere oggetto di un summit analogo al loro. Gli esponenti dei movimenti umanisti non gradiscono l’essere equiparati ai massoni. I massoni sono contenti di essere stati invitati. Attriti sulla rotta di Bruxelles.

Se non bastasse, risulta che i vescovi ieri non siano stati entusiasti di vedersi allo stesso tavolo di Hindu e Sikh, presenti per la prima volta.

Il presidente stabile dell’Ue, Herman Van Rompuy, ha risposto che l’anno prossimo potrebbe imitare anche un buddista.

Sino a che punto si può spingere la simmetria del dialogo europeo senza che qualcuno proclami l’ennesima guerra di religione?

Io dico sino all’estremo, nei limiti della civiltà, della trasparenza, e del rispetto. Voi?

(20-7-2010)