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libero pensiero, DIOCESI DI SENIGALLIA E STATISTICHE
Diminuzione dei fedeli nella città natale di Pio IX
La Diocesi di Senigallia, città delle Marche, meglio nota come la “spiaggia di velluto”, ha reso pubblici i dati statistici sulla frequenza alle Messe dal 1999 al 2009, con diverse tabelle e grafici molto ben fatti, il dato rilevante è il decremento del 5,10% di fedeli alle messe, infatti la percentuale è passata dal 26,50% del 1999 al 21,40% del 2009, ma il dato più saliente è costituito dai giovani tra 19 e 24 anni, stimato in circa il 7,6% della popolazione della Diocesi di 128.029 abitanti, dei quali solo 691 frequentavano la Messa nel 2009 per il 7,14% della loro fascia di età, in pratica 1 su 14.
Analizzando i dati forniti dalla Diocesi di Senigallia si può affermare che, in caso di decremento medio costante dello 0,51% annuo, teoricamente i fedeli passeranno tra 20 anni all’ 11,20%, tra 40 anni all’ 1% e tra 60 anni ad una cifra prossima allo zero.
Si tratta naturalmente di proiezioni sulla base di una ipotesi media di decremento dello 0,51% annuo, ma questa percentuale aumenterà per il crescere del rapporto decessi/nascite, considerando anche le nascite non cattoliche degli immigrati, quindi in tale ipotesi le percentuali 11,20% e 1% sono da rivedere anticipate verso 15 e 30 anni anziché 20 e 40, anche se non è possibile affermarlo con certezza.
Personalmente sono convinto che il decremento dello 0,51% aumenterà progressivamente, ma che poi si ridurrà, in definitiva ci potrebbe essere già tra 15-16 anni una frequenza media inferiore all’11,20% previsto, ma poi il decremento potrebbe attestarsi sopra il teorico 1% tra 40 anni e contrariamente alle previsioni almeno un 4-5% di fedeli continuerebbe a frequentare le messe anche tra 35-40 anni, ma ripeto sono solo ipotesi, anche se probabili, perché in Francia il 4-5% di fedeli praticanti è un dato ormai raggiunto oggi in quel paese di ben più laica tradizione.
Molti tradizionalisti ritengono che la causa principale di questa crisi religiosa sia nei cambiamenti del Concilio Vaticano II°, e che quindi sia stato un errore innovare anche se è impossibile verificare quali risultati avrebbe prodotto una Chiesa tradizionalista senza le innovazioni del Concilio.
Questa considerazione non dovrebbe impedire alla Chiesa di pensare ad alcuni cambiamenti come il matrimonio dei religiosi ordinati, l’apertura alle donne sacerdote e ai laici per una Chiesa che operi nella società secondo il Vangelo per aiutare i poveri e quelli che non ce la fanno, in definitiva una Chiesa rituale, oligarchica e maschilista che diventa Chiesa sociale, democratica ed egualitaria e che potrebbe essere apprezzata anche dai non credenti, a condizione che vengano rispettati i diritti dei laici e le loro libertà. libero pensiero
Fonte dei dati: http://www.diocesisenigallia.it/frequenza%20messe%20festiva%202009/Frequenza%20alla%20messa%20festiva%202009.pdf
(23-2-2010) |