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Carmelo R. Viola, IL PAPA TEDESCO E LA “VERITÀ FAI DA TE”
Una volta i papi nascevano e morivano in territorio vaticano anche se non sempre di morte naturale. Da lì ordinavano l’Inquisizione, le Crociate e tutti quei provvedimenti che, come il rogo di Giordano Bruno vivo, fanno parte delle vergogne della storia dell’uomo. Talvolta ne uscivano per partecipare ai cosiddetti “auto-da-fè”, manifestazioni solenni in cui si bruciavano vivi un numero imprecisato d’innocenti.
Si ripete di ricordare la Shoa e di non dimenticare il fascismo, fenomeni ambedue di brevissima durata. Lo ha detto l’attuale papa, il quale, in quanto tale, non ha alcun diritto di farlo, perché con ciò invita a dimenticare i lunghi secoli di atrocità animalesche, commesse dalla Chiesa per tacere delle collusioni con i peggiori poteri. Non lo comprenderei ma lo comprendo abbastanza bene: fascismo e nazismo sono opera di uomini e basta, di uomini naturalmente fallibili ma anche perfettibili. Non può dirsi la stessa cosa della Chiesa, un istituto fondato da Cristo, figlio di Dio, destinato a redimere l’umanità dal male e perfino infallibile nelle decisioni formulate “ex cathedra”.
La plurisecolare storia traboccante di crimini della Chiesa va dimenticata per il semplice fatto che essa nega totalmente quanto la Chiesa afferma: l’essere di origine divina, l’essere infallibile e l’avere redenta l’umanità. La differenza sta nel fatto che lo Shoa e il fascismo non negano la natura umana degli autori mentre la storia della Chiesa nega totalmente la natura divina della stessa. Non si tratta di chiedere perdono del passato (meno che mai mentre continua la tresca con i poteri politici), come ha fatto finta di fare il papa polacco, ma di ammettere che quei secoli di sevizie alla specie umana negano la divinità della Chiesa e quindi quanto viene posto a fondamento della sua origine e della sua ragion d’essere e di trarne le logiche conseguenze.
Oggi i papi fanno i turisti sotto forma di pellegrini perché sono gli stessi Stati a tutelarne la loro incolumità in sostituzione dello Spirito Santo: tale peregrinare è il modo migliore per non fare conoscere alle nuove generazioni la vera storia della Chiesa e il significato che quella ha secondo la più elementare logica storica. La insufficienza di scienza sociale dei politici si risolve in prepotenza dei papi, i quali rivendicano– loro! – il diritto d’ingerirsi nella vita pubblica e privata degli Stati i cui rappresentanti non sanno nemmeno cosa significhi laicità. Il papa tedesco sa perfino se sia lecito usare i preservativi: sarebbe il caso di chiedergli se conosca la vera vita del vero Cristo e se sia stato questo a condannare i contraccettivi e con quali documenti.
La storia della Chiesa va studiata finché esiste la Chiesa: ovvero finché esiste l’istituto di coloro che, per farla breve, si sono autodefiniti infallibili ed hanno stabilito una serie di dogmi che, come quello dell’immacolata concezione e della Vergine Assunta, si fanno gioco della logica puerile.
Il papa tedesco condanna la religione fai da te, il che significa che il cattolico è tale solo se ubbidisce al papa – cioè ad un capo di Stato - come suddito: ma, nello stesso tempo, pratica una “verità fai da te” in un contesto politico dove la dichiarazione della vera verità (per esempio sul terrorismo) è il più autentico dovere dell’uomo e, nel caso specifico, lo sarebbe anche del cristiano.
Carmelo R. Viola
Centro Studi Biologia Sociale
crviola@mail.gte.it
(28-8-2005) |